L’archeologa Laura Manca tratterà, al Manu, i recenti ritrovamenti della cosiddetta Pompei Assisiate

Funziona alla grande il ciclo di conversazioni dal titolo “Il mestiere dell’archeologo”. Funziona perché il relatore è sempre un “vero” archeologo, non un dilettante che va a orecchio

Funziona alla grande il ciclo di conversazioni dal titolo “Il mestiere dell’archeologo”. Funziona perché il relatore è sempre un “vero” archeologo, non un dilettante che va a orecchio. In secondo luogo, l’iniziativa attira anche per la qualità e la novità degli argomenti trattati.

La direzione di Luana Cenciaioli si connota proprio per la massima apertura alle istanze culturali della città che si è scoperta un’autentica “fame” di saperi e sapori dell’archeologia del territorio. Venerdì 16 novembre, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria (p.zza Giordano Bruno, 10, Perugia), alle ore 17, sarà in scena l’archeologa Laura Manca che tratterà dei recenti ritrovamenti ad Assisi.

Saranno prese in considerazione importanti testimonianze come il Tempio della Minerva (fine  I sec. a. C.), il foro sottostante la piazza del Comune, le cisterne (come quella sotto la cattedrale di San Rufino), l’anfiteatro. Vera chicca la cosiddetta “casa di Properzio”, risalente al I sec. d. C. e situata sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore. Riflettori puntati anche sulla “domus del lararium” (databile tra la seconda metà del I sec a.C. e i primi decenni del I sec. d.C.), posta sotto Palazzo Giampè in Via Sant’Antonio, in pieno centro storico.

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Quest’ultima emergenza è venuta fortuitamente alla luce nel 2001 e risulta un’autentica miniera di meraviglie: si compone di ben tredici stanze e di un peristilio, con importanti mosaici pavimentali e con pareti che raggiungono l’altezza di oltre quattro metri. I muri, decorati in rosso pompeiano e ocra,  raffigurano scene di vita familiare. In una di queste stanze è stata ritrovata una statua in terracotta, forse ritraente uno dei numi protettori della casa, Silvano, abitualmente collocato nel lararium (luogo speciale, riservato nelle case romane al culto degli spiriti protettori). Insomma: una nutrita serie di temi e argomenti che non dovranno sfuggire a quanti amano l’antico e le sue artistiche declinazioni.

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