menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

VISTI PER VOI Il "Racconto d'inverno" dei Giovani dello Stabile vince e convince al Morlacchi

Giovani attori alle prese con Shakespeare: lo spettacolo gira alla perfezione, evitando le banalità e le semplificazioni

La nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria (nell’ambito del Perugia Teatro Festival) raccoglie consensi trasversali ai gusti e alle categorie di spettatori. Assumendosi, peraltro, l’onore e l’onere di proporre uno Shakespeare ad elevatissimo rischio flop. L’esito smentisce la previsione: lo spettacolo gira alla perfezione, evitando le banalità e le semplificazioni. Sono, infatti, fin troppo noti i numerosi esperimenti di provocazione, di forzata attualizzazione, di traduzioni-tradimenti, o, al contrario, di esperimenti con aspirazioni filologiche ed esiti fallimentari.

Il regista Andrea Baracco si è messo (e ha messo) in gioco giovani e mature professionalità, con la persuasa complicità di un gruppo di attori di sicuro talento: Mariasofia Alleva, Luisa Borini, Edoardo Chiabolotti, Jacopo Costantini, Carlo Dalla Costa, Giorgia Filippucci, Silvio Impegnoso, Daphne Morelli, Ludovico Röhl.

Questo “Racconto d’inverno” è stato calato nella contemporaneità senza fargli perdere i connotati di fabula, oscillante fra il mito, la tragedia e la commedia. Con un tono e uno stile “alti”, anche quando la dimensione epica o pastorale si traduce nei nuovi linguaggi. Così non stona una chitarra elettrica al posto della lira o della zampogna, un cantante pop al posto dell’aedo. E al giovane Jacopo Costantini (già visto in un divertentissimo Miles gloriosus) va riconosciuto il merito di una poliedricità versatile e camaleontica. Ma a ciascuno dei componenti della Compagnia dei Giovani dello Stabile va fatto credito di uno studio profondo e non esibito, di una perfetta aderenza al ruolo.

L’eterno tema della gelosia e dell’amicizia viene declinato in modo drammaturgicamente verosimile, con esiti persuasivi e coinvolgenti. Perfino l’agnizione finale vince e convince, facendo scivolare anche le situazioni più incredibili. La riduzione è efficace e tale da far transitare un plot così intricato. L’ammirazione per questo lavoro è stata manifestata a chiare lettere dai consensi che si sono inequivocabilmente manifestati in modo unanime al termine dello spettacolo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cronaca

Come ti frego il pacco lasciato dal corriere… se non sei svelto a ritirarlo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento