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Il Coronavirus non ferma "Donna vede donna": successo per l'evento che propone fotografia e letteratura femminile

Il coronavirus non spaventa “Donna vede donna”, presentata con successo al Palazzo della Penna. Sold out con gente in piedi per assistere alla presentazione perugina di una mostra che coniuga efficacemente i temi dell’ambiente (del Trasimeno) e dell’identità di genere, declinata nei linguaggi della fotografia e della letteratura. Tutto al femminile. 

Dopo il Museo della Pesca di San Feliciano e il capoluogo, la mostra itinerante sarà ospitata in diverse città umbre, ma troverà porte aperte anche fuori dal territorio nazionale. Proprio per il valore universale del suo messaggio e per la sua caratura artistica e sociale cui assurge. Ma anche per le componenti che includono donne di contesti socio-culturali e antropologici appartenenti a una dimensione sovranazionale: donne anche giapponesi, russe, albanesi, non solo nate e lattate nei confini dello Stivale.

Un evento sgorgato dalla mente prolifica e dalle competenze organizzative di Marco Pareti, ormai definito “lo scrittore del Lago”, di cui spiega l’eziologia del nome e nel cui territorio ambienta racconti thriller, ispirati al mondo del reale. Evento entusiasticamente accolto ed ospitato dall’assessore Leonardo Varasano al Palazzo  della cultura perugina. Testimonianze solidali del sindaco di Passignano Sandro Pasquali e di quello di Magione Giacomo Chiodini.
Proposte le immagini, realizzate col qualificato coordinamento di Stefano Fasi.

Coinvolgimento artistico del Liceo Bernardino di Betto  per il quale prende la parola lo scultore Marco Mariucci, proponendo due creazioni dei suoi studenti. Poesie magnificamente interpretate dall’attrice, cantante e performer Floriana La Rocca, accompagnata alla chitarra da Mirco Bonucci, one band man.  Il profumiere Carlo Sargenti presenta un profumo di sua creazione dal nome “rubato” all’iniziativa. “Donna vede donna” si chiama infatti un’essenza da lui realizzata.

L’inviato Cittadino – testimone in catalogo – interviene sul senso dell’evento. Varasano annuncia un dono di Perugia alla città gemellata di Postdam. Dove l’8 marzo, in occasione della ricorrenza del 30.mo anniversario dello storico rapporto fra le due comunità, verrà inaugurata una copia della panchina rossa, donata dalla Vetusta, la “copia conforme” di quella posizionata nel portico a destra entrando nel Palazzo della cultura perugina. Una panchina in cui una donna si propone contro gli stereotipi del consumismo e della banalità quotidiana del male. 

Merito – spiega Varasano – della dirigente Daniela Borghesi che si è adoperata con tenacia per il conseguimento di questo obiettivo, che è insieme culturale e relazionale.  E che pone sotto i riflettori la Vetusta e la Versailles tedesca. Presenze di personaggi, fra i quali ci  piace citare l’event manager Laura Cartocci, la psicologa Lucia Magionami che sarà coinvolta nella presentazione del prossimo 4 maggio, sempre alla Penna, del libro di Pareti, “La ragazza del canneto”, opera che prende spunto dalle insidie della “rete”. Un pomeriggio divertente e divertito, con i partecipanti che non sui decidevano a lasciare la sala, tanto era l’appeal esercitato da parole e immagini in questa avventura dell’altra metà del cielo.

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