Il Boccherini guitar quartet fa scintille alla Grande Classica al Borgo

Certo che un gruppo così, fra i travertini della Vetusta, non s’era mai sentito. Merito di Sandro Lazzeri, ispiratore e a anima del Guitar Fest, di Salvatore Silivestro e della sua Agimus, dell’Associazione Porta Pesa-Borgo S. Antonio

Il Boccherini guitar quartet fa scintille alla Grande Classica al Borgo con un programma che incrocia classico e moderno. Se una chitarra basta per evocare un sentimento, quattro esaltano in sommo grado entusiasmo e partecipazione.

Un concerto che sembrava non dover finire, tante sono risultate le chiamate calorose che hanno convinto, di volta in volta, gli straordinari componenti del quartetto Boccherini a reiterare un bis, poi divenuto tris e poker d’assi.

Dario Vannini, Emanuele Pauletta, Fabio De Lorenzo e Giacomo Martinelli ci hanno consumato le unghie (che ogni tanto ripassavano con la carta vetrata) per pizzicare, accarezzare, percuotere e lambire le corde dei loro strumenti. Che, data la forte umidità, avevano bisogno di costanti (ri)accordature.

Il gruppo, nato nel recente 2016, è in formazione cameristica ed esegue trascrizioni di notevole difficoltà. Hanno suonato nelle principali città italiane e in Festival di sicuro prestigio, fra i quali il Paganini Guitar Festival di Parma. Nel solo 2019 si sono visti aggiudicare l’alloro assoluto al concorso Riviera della Versilia, e poi ancora primi al Nilo Peraldo Bert e, in aggiunta, al Città di Togliano e al Moncalieri. Un medagliere da far invidia ai più blasonati complessi di provata esperienza.

Il programma con De Falla, Boccherini, Bizet. Con fuori programma di Piazzolla e omaggio a Morricone.

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Certo che un gruppo così, fra i travertini della Vetusta, non s’era mai sentito. Merito di Sandro Lazzeri, ispiratore e a anima del Guitar Fest, di Salvatore Silivestro e della sua Agimus, dell’Associazione Porta Pesa-Borgo S. Antonio. I musicofili ringraziano di cuore.

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