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INVIATO CITTADINO Riparte la Grande Classica al Borgo, un programma ambizioso e qualificato

I concerti si dipanano, a cadenza settimanale, dal 2 maggio al 12 dicembre, a ingresso libero e gratuito, con prenotazione, nel rigoroso rispetto delle normative anti covid

Riparte la Grande Classica al Borgo in 30 step. Un programma ambizioso e qualificato che si terrà interamente nella chiesa di S. Antonio abate. Ne dànno notizia Francesco Pinelli, presidente dell’Associazione Borgo Sant’Antonio-Porta Pesa, il direttore artistico, M° Salvatore Silivestro, l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano. Tutti accomunati da pari entusiasmo.

I concerti si dipanano, a cadenza settimanale, dal 2 maggio al 12 dicembre, a ingresso libero e gratuito, con prenotazione, nel rigoroso rispetto delle normative anti covid.

Apertura col botto con la coppia artistica e coniugale Eugenio Becchetti-Rosalba Petranizzi, riuniti nel nome della performance declinata in “Amor sacro e amor profano”.

Una rassegna di musicisti (anche meno conosciuti al grande pubblico) che Eugenio propone con competenza, fino a trasformare il concerto in una raffinata teaching session.

Eugenio Becchetti, borgarolo, autentico demiurgo della rinascita di quella chiesa, è versatile polistrumentista da tastiera. Pianoforte, clavicembalo, organo e armonium non hanno per lui segreti, né sul piano artistico né sotto il profilo tecnico e tecnologico. Essendo egli un raffinatissimo artigiano che sa dove mettere le mani in maniera filologica. Lo ha fatto per i tanti strumenti qui contenuti, come l’organo più antico della città, che brilla come una gemma in questa chiesa impreziosita da una bella pittura murale di Gerardo Dottori.

Eugenio è personaggio di spicco del milieu pianistico e organistico, docente al Conservatorio Morlacchi e organista della Cappella Musicale della Basilica papale di S. Francesco in Assisi.

Rosalba Petranizzi è diplomata presso il nostro Conservatorio, si è esibita sotto la direzione di Maestri di rango. È specialista nella proposta di programmi dedicati alla Romanza da camera italiana.

La magnifica coppia si è esibita in un repertorio comprendente autori stranieri e italiani, fra i quali Tosti, Puccini, Saint-Saëns.

Bis stratosferico con “A vucchella” (1907) scritta da Gabriele D'Annunzio e musicata da Francesco Paolo Tosti, edita da Giulio Ricordi. Eugenio ne ha raccontata la genesi. L’episodio generatore risalirebbe al 1892 ed avrebbe avuto luogo presso il Caffè Gambrinus , all’epoca luogo di ritrovo di poeti ed artisti. D’Annunzio – ammirato per l’avvenenza di una non giovanissima, ma seducente signora – inviò il suo testo a Francesco Paolo Tosti, anch’egli abruzzese, come il Poeta Vate. L’eccezionalità del testo consiste nel fatto di essere scritto in dialetto napoletano. La canzone fu interpretata da Enrico Caruso. Ai nostri giorni, da Roberto Murolo e Luciano Pavarotti. E, ieri, da Rosalba. Che non ha di certo fatto rimpiangere altri pur blasonati artisti. Suscitando vivissima ammirazione e apprezzamento da parte di un pubblico autoselezionato.

Prossimo appuntamento domenica prossima col Trio di Spello, in collaborazione con l’Umbria Guitar Festival di Sandro Lazzeri.

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