Gli italiani di Crimea, una storia e una tragedia dimenticata

A Perugia la mostra realizzata da Stefano Mensurati e da Giulia Giachetti Boico, presidente dell’associazione “Cerkio”

La presenza degli italiani (se così vogliamo chiamarli) in Crimea risale al 1266 con la creazione della colonia della Repubblica di Genova (durata fino al 1475).

Tra il dal 1830 al 1870 giunsero in Crimea, nel territorio di Kerch, molti italiani provenienti da Puglia, Campania, Liguria e Veneto e che operarono soprattutto nel settore agrario e marittimo. A Kerch nel 1840 costruirono una chiesa cattolica (detta ancora oggi la “Chiesa degli italiani”). Nel 1920 la chiesa di Kerch ebbe un parroco italiano, una scuola elementare e una biblioteca, e un giornale in lingua italiana.

Dopo aver toccato Torino, Padova, Messina e Pescara, la mostra “La tragedia dimenticata. Gli italiani di Crimea” verrà inaugurata a Perugia (10-21 luglio, Loggia dei Lanari) il 9 luglio alle ore 17 nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori dall’assessore alla Cultura Leonardo Varasano e dal giornalista di Radio Rai Stefano Mensurati.

L’esposizione fotografica, realizzata da Stefano Mensurati e da Giulia Giachetti Boico, presidente dell’Associazione “Cerkio”, racconta il dramma degli italiani di Crimea. Giunti sulle rive del Mar Nero fin dai primi anni dell’Ottocento, gli italiani si inserirono perfettamente nel tessuto locale fino a qualificarsi come la comunità straniera più fiorente e rispettata della Crimea.

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la loro condizione iniziò a declinare fino ai rastrellamenti e alle deportazioni nei Gulag tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta. Una pulizia etnica ignorata dai libri di storia. La vicenda coinvolse anche alcuni umbri. La svolta nel 2015, quando la Russia ha ufficialmente riconosciuto agli italiani di Crimea lo status di minoranza deportata e perseguitata.

Gli italiani in Crimea sono attualmente circa 500 e attraverso l’associazione C.E.R.K.I.O (Comunità degli emigrati in regione di Crimea – Italiani di Origine), promuovono il senso di identità nazionale, organizzano eventi culturali e feste e promuovono la diffusione e la conoscenza della lingua italiana.

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