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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, l'Ospedale di Perugia fa memoria e premia i partecipanti al concorso letterario

In una toccante e densa cerimonia svoltasi alla Sala dei Notari davanti a tutte le istituzioni regionali, cittadine e sanitarie, un lungo omaggio a chi ha svolto e svolge la sua battaglia sul campo e la premiazione del concorso “Io c’ero… il tempo sospeso”

Il 20 Febbraio si è celebrata in tutta Italia la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, memoria istituita con la Legge n. 155 del 13 novembre 2020 “per onorare il lavoro, l'impegno, la professionalità e il sacrificio del personale medico, sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato nel corso della pandemia da Coronavirus”.

In questa occasione l’occasione l’Azienda Ospedaliera di Perugia ha promosso un momento di ringraziamento al personale impegnato nella lotta al Covid alla presenza della città e delle Istituzioni, che si è svolto nella Sala dei Notari. Alla cerimonia hanno preso parte la Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei,  il Commissario regionale per l'emergenza coronavirus, Massimo D'Angelo, il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, professor Vincenzo Talesa, il personale sanitario. Presente anche il Maestro Mogol, promotore, insieme al regista Terzani Ozpetek, della Giornata nazionale del 20 febbraio.

Il Sindaco del Comune di Perugia, Andrea Romizi, ha espresso apprezzamento per una ricorrenza che “tiene vivo il ricordo dei sacrifici fatti da chi è stato ed è in prima linea per assistere la popolazione”. “Fare tesoro dei valori che hanno animato e animano gli operatori del mondo della sanità e del volontariato - ha sottolineato il sindaco - significa alimentare quel senso di comunità senza cui non può esserci ripartenza. L’amministrazione comunale ha già voluto manifestare gratitudine alle realtà impegnate a fronteggiare l’emergenza pandemica. Proprio in questa sala, nel 2020 sono stati premiati con l’iscrizione nell’Albo d’oro l’Azienda ospedaliera di Perugia, il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi, la Usl Umbria 1, le Professioni Sanitarie e l’Avis comunale. La nostra vicinanza persisterà, nella consapevolezza dello spirito che contraddistingue operatori sanitari e volontari, impegnati a garantire il benessere degli altri, mettendo anche a rischio il proprio”.

Il Maestro Mogol, nel corso della cerimonia ha ricordato come sia nata la Giornata nazionale da lui promossa insieme al regista Ferzan Özpetek per non dimenticare l’impegno profuso sul campo di tutti i sanitari nella lotta alla pandemia.

Le testimonianze del personale sanitario

Dopo i saluti istituzionalei, non sono mancati le toccanti le testimonianze del personale sanitario - il medico Maria Cristina Vedovati del reparto di Medicina d’Urgenza, l’infermiera del reparto di Malattie Infettive Barbara Billai, la coordinatrice dei tecnici di laboratorio di Microbiologia, Francesca Lucheroni, l’ostetrica Pamela Rampini e, per l’Usl Umbria1, il medico Ugo Paliano e la coordinatrice infermieristica Marina Pettirossi – che attraverso parole chiave come fiducia, sguardo, condivisione e rinascita, hanno raccontato i momenti salienti del proprio percorso alle prese con il Covid-19.

In particolare, la dottoressa Vedovati, ha scelto la parola fiducia per ricordare quanto sia importante confidare nella Scienza che ci ha condotto alla scoperta dei vaccini, ma anche la importanza della fiducia reciproca con i colleghi e con i pazienti per affrontare la battaglia. La infermiera Bellai, sul campo da 30 anni, ha ricordato come lo sguardo fosse l’unico canale di comunicazione non verbale con i pazienti per cercare di consolare la loro paura, ma anche per cercare di non arrendersi e di vincere la battaglia contro la pandemia volgendo sempre lo sguardo alla Scienza che giorno dopo giorno ci ha dato soluzioni e risposte. La dottoressa Lucheroni, durante la sua testimonianza sul palco della Sala dei Notari ha raccontato come in questi due anni il mondo abbia conosciuto l’ importanza della diagnostica di laboratorio che “salva la vita”, mentre la ostetrica Rampini ha scelto il concetto di rinascita per ricordare, dal palco, come, nonostante la paura, la vita e la speranza siano piu’ forti di tutto. Rinascita come speranza per il futuro, grazie alla Scienza. La infermiera Pettirossi, 38 anni di esperienza alle spalle, ha ripercorso le fasi della pandemia, dalla paura al dolore e alla rabbia, fino alla gioia della svolta, la scoperta dei vaccini: “ Sono stata la prima infermiera a vaccinarsi in Umbria”. A chiudere le testimonianze e’ stato il dottor Paliani, direttore della Medicina Interna Covid dell’Ospedale di Pantalla, che ha posto l’accento sui momenti essenziali che gli operatori vivevano negli ospedali, dalle visite ai pazienti alle chiamate con i familiari, fino al confronto con i colleghi e il ritorno a casa, spesso isolati per salvaguardare i propri cari. Paliani ha concluso con un ringraziamento a tutti gli operatori e i vertici della Sanita’

La premiazione del concorso letterario

La seconda parte della giornata è stata dedicata alla premiazione dei finalisti del Premio Letterario promosso dall’Azienda Ospedaliera di Perugia “Io c’ero… il tempo sospeso”. Racconti di vita al tempo della pandemia dall’ospedale di Perugia e rivolto a coloro che hanno vissuto l’esperienza del Covid19 nella struttura ospedaliera: pazienti, caregiver, familiari e personale.

Il primo classificato, per la sezione dipendenti, è stato il racconto “Il Lumino custode” di Luca Floridi, custode dell’Obitorio, con la seguente motivazione: “Gli oggetti raccontano lo strazio degli umani di fronte, non solo alla malattia e al dolore per la perdita di una persona amata, ma anche all’estremo affronto che la pandemia ha causato: il non poter adeguatamente salutare e accompagnare i propri cari nell’ultimo passo. Il racconto ha convinto la giuria per la delicatezza e la compassione che l’autore è riuscito a infondere nei dialoghi tra gli Oggetti del Corredo Funebre”.

Il secondo classificato del Premio è stato il racconto “Ale, sveglia, è ora di andare a scuola” di Ilenia Giovanna Rotella, operatore socio-sanitario, mentre ‘L’unicorno sul soffitto” di Stefano Cristallini, medico anestesista rianimatore, si è aggiudicato il terzo posto.

Per la sezione pazienti, si è classificato al primo posto il racconto “Testa o croce” di Cinzia Corneli “per la capacità di espressione chiara e, per il coraggio della condivisione del proprio pensiero intimo e per essere riuscita a far riflettere con delicatezza sulla drammaticità del distacco dagli affetti più cari. Le parole evocano le immagini, sono intense e palpabili così come i sentimenti forti a cui rimandano”.

Il secondo classificato del Premio è stato il racconto “Cento giorni da paziente Covid-19, la mia ultima vittoria” di Francesco Zonaria, terzo classificato il racconto “La barba bianca” di Michele Nucci. I sei finalisti hanno ricevuto una pergamena e degli oggetti realizzati artigianalmente dai bambini e dalle maestre della scuola “Coniglietti Bianchi” dell’Ospedale di Perugia, mentre il giornalista Luca Ginetto, capo redattore Rai Tgr Umbria, tra i giurati del Premio, ha letto alcuni estratti dei racconti classificati.

La giornata è stata arricchita dagli intermezzi musicali di “SatorDuo” composto dal violinista Paolo Castellani e dal chitarrista Francesco Di Giandomenico.

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