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E' tatuaggio mania anche a Perugia: dai giovani ai professionisti, "Perugia Tattoo Convention" al Giò Jazz

Un tatuaggio lungo… tre giorni. Si rinnova al Giò Jazz la Perugia Tattoo Convention (terza edizione) con la presenza di oltre 150 tatuatori di livello internazionale. “Faccio un tatuaggio – dice uno degli artisti – solo dopo essermi accertato che chi lo chiede ne sia convinto e abbia qualcosa da dire”. Già perché è da sapere che il tatuaggio-opera d’arte è una forma di comunicazione, anche se non formulata attraverso i codici quotidiani. Sta di fatto che a Perugia c’è la fila per farsi tatuare… dappertutto. Ragazzi virili e palestrati che chiedono immagini forti. Fanciulle che timidamente domandano un’immagine delicata. Anche un maturo e panciuto signore prova a chiedere una sirena sul bicipite… ma c’è chi lo guarda compassionevole.

Dove? Schiena, braccia, collo sono le parti preferite. Ma anche la caviglia, per le cose piccole e delicate. Oppure la coscia e l’interno coscia: che indicano come la parte più morbida e sensibile. Sta di fatto che gli impavidi giovanotti non battono ciglio. Mentre qualche ragazza stringe i denti. E sopporta.Bocche chiuse (col cronista) sui costi. A mano che non si decida veramente di farlo. I prezzi sono, naturalmente, legati alla complessità del lavoro. “Si compra un quadro d’autore e perché non fornire all’artista la propria cute e portarselo sempre addosso?”, dice un operatore.

Tante le modalità di realizzazione del tatuaggio: da quelle tecnologiche ad ago elettrico a quelle tradizionali, con martelletto o cannina (dicono dolorosissimo!). “C’è poi la manutenzione”, spiegano. Perché non è da credere che ci si possa esporre al sole senza protezione e non idratare regolarmente. Esistono prodotti specifici e neanche tanto a buon mercato.

E se la moda passa? Si possono sempre togliere col laser. Ma guarda tu: prima spese e dolore per farli e poi, magari, si decide di cancellarli! Insomma: è di moda e lo fanno. Non solo i giovani. “Non creda che sia una passione solo giovanile”, dice un tatuatore baffuto. “Ci sono anche gli insospettabili: professionisti, medici, avvocati. Sotto la toga o il camice hanno il corpo tatuato”. Anche in parti… intime. Roba da non
credere.

Si dice in perugino: “Chi bello vòl comparì qualche cosa ha da soffrì”. Prezzo di soldi e disagio. Ma che volete farci? La moda è moda.

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