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La pittura senza frontiere di Mario Madiai e la mostra alla Galleria Artemisia

Mostra del formidabile Mario Madiai alla Galleria Artemisia, aperta fino al 3 giugno. “Un pittore che è nato col pennello in mano”, esordisce presentandolo Angelo Valentini, esperto e amante del bello, collezionista, amico di Sgarbi e dei principali critici nazionali. “È della scuola delle “Madonne dolci” di Simone Martini. Come Filippo Lippi, Madiai ha studiato a Firenze. Ma ha poi preso il largo per Parigi e per gli Stati Uniti. Un’anima inquieta, una mente fervida: “continua-mente-diversa”, gioca il titolo della mostra”. Parola di Valentini.

Una mente e un animo in costante ebollizione, artista peregrino e sempre “vòlto altrove”. Tanto da essersi ispirato al classico, non meno che al murale, al teatrino materico, con fili a tirare personaggi invisibili (che forse siamo tutti noi), fino a una strepitosa “cena di Pinocchio e Company” (foto), che non ha nulla di blasfemo, se non l’ironia sul consumo feroce di cibo e di risorse, sullo scialo irresponsabile. Con tutto il fascino della fiaba più letta e tradotta al modo: in cui il burattino siamo tutti noi, coi drammi e le solitudini del nostro unico e irripetibile, eppure universale, percorso di formazione. Noi, di legno o di sasso, che diventiamo uomini di carne a una svolta della coscienza, quando scopriamo l’avventura inebriante e misteriosa dell’esistere.

Madiai è un pittore che unisce alla tecnica, magistrale e impareggiabile, la modestia e la facilità del rapporto umano, che deve fondarsi sul ragionamento, sul confronto leale. Ne è prova il colloquio ad armi pari col cronista che chiede lumi. Ed esce incantato dalla profondissima semplicità della persona.

Madiai è un vulcano: beve un bicchiere di quello buono e compra una vigna, che vendemmia con gli amici nello spazio di un giorno. Poi li invita tutti a pranzo, li ritrae in un grande lenzuolo e lo taglia, donandone pezzetti ad estrazione (l’ultima volta erano 35!). Poi cura quel vino, ne fa poche bottiglie, ciascuna con etichetta disegnata come pezzo unico. Se gli sei simpatico, ti disegna là per là una cravatta col tuo nome, te la firma, te la dona. Pegno di un’amicizia imprevista e immarcescibile.

Perugia ha da oggi alcuni eventi memorabili, in perfetto e irripetibile sincronismo. La mostra, in Palazzo Baldeschi “Da Giotto a Morandi”, Crocifissi e Seneca in Galleria, Dal Louvre al Sassoferrato a San Pietro, Madiai all’Artemisia. Tutti a carico di privati e Fondazioni. Uno scialo.

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