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Francesco Angelelli, buona la prima: partecipato esordio dell'architetto-pittore

Oltre 100 presenze al vernissage di un artista che fa outing disvelando una sua attitudine finora celata al pubblico degli amanti dell’arte

Buona la prima. Partecipato esordio di Francesco Angelelli, pittore, alla Domus Pauperum di corso Garibaldi. Un afflusso straordinario da tempi di pre-pandemia.

Oltre 100 presenze al vernissage di un artista che fa outing disvelando una sua attitudine finora celata al pubblico degli amanti dell’arte.

Già dipendente del Comune di Perugia, Angelelli è stato onorato dalla presenza di ex sindaci (Locchi, Maddoli), colleghi, tecnici, amici, estimatori della persona. Ma anche appassionati di arte e cultura, desiderosi di vedere le carte di una vocazione matura da splendido dilettante. 

FOTO - Buona la prima. Partecipato esordio dell'architetto-pittore Francesco Angelelli, alla Domus Pauperum di corso Garibaldi

Ospite d’onore il Maestro della neo-figurazione Franco Venanti, promoter e docente del pittore. Che ne ha frequentato i corsi presso l’Accademia di Belle Arti. Fino a divenirne amico e frequentatore dello Studio di via Bruschi, dove è entrato in contatto col fantastico mondo venantiano, intriso di mistero e di poesia.

Venanti ha delineato la propria poetica con pennellature attinte dalla propria biografia. E spendendo parole di approvazione per il percorso artistico di Angelelli. Oltre che per la sua costante ricerca di innovazione attraverso la personale rielaborazione di nuovi linguaggi.

Curatela e presentazione della mostra del nostro Inviato Cittadino. Il quale ha presentato i tre segmenti della produzione artistica di Angelelli. In coerenza col titolo della mostra “Natura e società”.

Sandro Allegrini ha ricordato che il primo settore è quello relativo al paesaggio, che evita la banalità della riproduzione fotografica, per collocarsi in una dimensione pensosa e problematica, pervasa da un senso di mistero che non pacifica, ma turba.

Il secondo segmento della produzione di Angelelli attiene al sociale. Una sofferta narrazione della vita di tutti i giorni, scampoli di esistenza di vecchiaia e solitudine. Con un pensionato che trascina stancamente un trolley con la spesa o guarda con rassegnato stupore il mare che si perde in lontananza, come il destino oscuro degli uomini. Perfino una serata in discoteca perde i connotati di gioiosità per trasformarsi in riflessione amara sull’avventura esistenziale. O si racconta una manifestazione di protesta brutalmente repressa, in un mondo conflittuale che induce a meditare con rassegnazione su prospettive di dolorosa inquietudine dell’umanità. Una rassegnazione amara, un pessimismo cosmico che accetta come ineluttabile l’attesa della fine.

Poi il settore di ricerca. Con immagini create al telefonino, mediante la sperimentazione di una app dalle potenzialità fortemente creative che Francesco Angelelli mette alla prova con giovanile freschezza.

Un pittore interessante, “filosofico”, anticonformista. Un artista che ha molto da dire e da cui ci attediamo ulteriori prove di sicuro interesse.

La mostra è aperta, fino al 12 aprile, con orario martedì-venerdì: 16:30-19:00; sabato e domenica 10:00-12:30; 16:30-19:00. Lunedì chiuso.

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