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La Fondazione Cassa di Risparmio finanzia la cultura: tre opere uniche per esaltare l'Umbria

Francesca Fortunati, Lucilla Vignoli e Luca Martini si sono aggiudicati il bando finalizzato alla promozione e valorizzazione di ricerche dedicate all’arte, alla cultura e alla storia dell’Umbria

Francesca Fortunati, Lucilla Vignoli e Luca Martini. Sono questi i nomi dei vincitori del “Bando Tesi di laurea” promosso annualmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per sostenere la pubblicazione dei lavori di giovani e meritevoli studiosi che altrimenti farebbero fatica a trovare una collocazione editoriale.

I tre volumi sono stati presentati questa mattina nel corso di un incontro a cui hanno preso parte i tre autori accompagnati dai relatori delle tesi, il professor Paolo Belardi e il professor Francesco Federico Mancini dell’Università degli Studi di Perugia. Ad aprire i lavori è stato il Presidente onorario della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo: “Lo diciamo con legittimo orgoglio – ha detto Colaiacovo nel complimentarsi con i vincitori del bando – che la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia con iniziative come quella di oggi conferma il proprio impegno a favore della cultura, della ricerca e soprattutto dei giovani. Si tratta di un impegno continuativo e che risale a molto tempo fa, già ai primi anni Novanta, ai tempi della nostra costituzione. Ma proprio oggi che siamo alle prese con una perdurante crisi economica abbiamo deciso che questo nostro impegno debba proseguire con una determinazione ancora maggiore”.

Diverse per i temi trattati, tutte e tre le ricerche sono dedicate all’arte, alla cultura, alla storia dell’Umbria, così come richiesto specificatamente dal bando con la finalità, propria della Fondazione, di promuovere la valorizzazione del territorio in cui opera in tutte le sue diverse espressioni e articolazioni. “Nobiltà a Perugia. Il percorso delle collezioni d’arte tra XVII e XVIII secolo”, è il titolo della ricerca svolta da Francesca Fortunati, relatore il professor Francesco Federico Mancini, dedicata alle collezione d’arte presenti nelle diverse dimore patrizie della città di Perugia tra il XVII e il XVIII secolo. 

L’autrice spiega che di quelle collezioni esistono repertori che ci forniscono preziose notizie sugli artisti più in voga e sulle tendenze estetiche dominanti in quel periodo tra i rappresentanti della nobiltà perugina. Ma attraverso questo lavoro minuzioso di classificazione delle opere d’arte possedute dai casati più importanti del tempo, si comprende come a partire dalla seconda metà dell’Ottocento tale patrimonio si sia frammentato, con perdite irreparabili in seguito a rovesci economici dei proprietari, alienazioni forzate, ma anche guerre, occupazioni militari e liti tra eredi.

Molte opere sono uscite da Perugia, anche se ancora oggi se ne possono avere le tracce, altre sono letteralmente sparite. Leggendo il volume si capisce come spesso tale dispersioni siano il frutto dei cambiamenti storico-sociali della città di Perugia. Restando in ambito perugino, è dedicato ad una delle figure più importanti dell’architettura dell’età rinascimentale lo scritto effettuato da Luca Martini su “Alessi disegnato. Rilievo architettonico delle opere umbre di Galeazzo Alessi”. Prendendo spunto dalle prospettive di studio aperte nel corso degli anni dal professore Paolo Belardi, relatore della tesi, Martini ha indagato le opere umbre di Galeazzo Alessi attraverso un approccio originale: il disegno. Ci si trova così di fronte ad una dettagliata ricostruzione dal punto di vista dei rilievi architettonici, fino ad un corpus praticamente sistematico di elaborati grafici relativi, della produzione umbra dell’artista mentre parallelamente si getta una luce interessante sull’evoluzione urbanistico - architettonica di

E’ invece “Piermatteo d’Amelia. Un maestro umbro tra Firenze e Roma”, insieme a il Perugino e a il Pintoricchio uno degli artisti che si impongono nella Roma degli ultimi decenni del Quattrocento grazie alle generose commesse papali, il protagonista del lavoro di ricerca svolto da Lucilla Vignoli. Di lui, dopo un oblio precoce a dispetto della sua grande fama in vita, si è tornati a parlare solo nel tardo Novecento. Il volume ripercorre l’intera parabola di questo pittore, dalla sua formazione ad Amelia e poi nella bottega fiorentina del Verrocchio con molte committenze ricevute tra l’Umbria e Roma, dove lavorò anche agli affreschi della Cappella Sistina. Sebbene su questa figura permangano ancora molte zone d’ombra, la ricerca effettuata da Lucilla Vignoli, come sottolineato dal relatore professore Francesco Federico Mancini, rappresenta un punto di riferimento esemplare per ricchezza di informazioni, chiarezza espositiva e rigore di metodo.

Grazie a questa iniziativa, le tre tesi di laurea vincitrici del bando sono entrate a far parte della Collana editoriale realizzata dalla Fondazione che raccoglie tutti i lavori già premiati dai precedenti bandi – ai quali cui a breve se ne aggiungeranno altri in fase di pubblicazione - con l’obiettivo di promuovere la diffusione tra i lettori e la comunità scientifica nonché la divulgazione gratuita delle pubblicazioni presso le più significative strutture scolastiche e bibliotecarie.

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