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Il lato oscuro del mondo del lavoro e degli apprendistati: la parola agli esperti

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione giovani consulenti del lavoro di Perugia

Diffondere le best practice, ovvero approfondire le novità in materia di lavoro e creare una rete tra tutti gli operatori istituzionali: consulenti del lavoro, imprenditori, parti sociali, sindacati e organi di vigilanza. È l’obiettivo della serie di incontri formativi promossi dall’Associazione giovani consulenti del lavoro di Perugia, presieduta da Roberto Girolmoni. L’ultimo si è svolto giovedì 25 maggio nella sede della Confartigianato di Foligno e ha visto relatori, oltre al presidente Girolmoni, Andrea Seppoloni, ispettore del lavoro, l’avvocato Federico Muzi, Paolo Baldassari, funzionario ispettivo Inps, e Riccardo Giovani, direttore nazionale politiche sindacali e del lavoro di Confartigianato. “La vera sfida di oggi – ha spiegato Girolmoni -, in un momento di incertezza economica, è creare un ambiente lavorativo sano e produttivo. E questo è possibile conoscendo e approfondendo norme e aspetti del variegato mondo del lavoro. Solo mettendo in campo procedure e comportamenti corretti si può favorire il mercato del lavoro, lo sviluppo sociale e il benessere di lavoratori e imprese. Ecco perché è importante dialogare fra tutti gli attori sociali”.


Due le tematiche che hanno suscitato maggiore interesse: lo ‘smart working’, ovvero il cosiddetto lavoro autonomo agile, approvato di recente al Senato, e l’apprendistato over 29. “La categoria degli autonomi – ha sottolineato Girolmoni -, sempre più ampia e troppo poco protetta, aveva bisogno di un disegno di legge”. L’idea è di poter lavorare da casa o da qualunque luogo più congeniale e non in base agli standard di un orario di ufficio: “valorizzando il rapporto tra lavoratore e azienda e guardando alla produttività – hanno puntualizzato -. Secondo le nuove regole, la prestazione resa in modalità ‘agile’ dovrà avvenire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale (si potranno utilizzare gli strumenti tecnologici)”. “Più delicato rimane il tema salute e sicurezza – ha aggiunto Roberto Girolmoni -, considerando che lo ‘smart working’ fa venire meno, seppur in parte, il riferimento al luogo di lavoro, e questo preoccupa le aziende”. “L’apprendistato oltre i 29 anni – conclude Girolmoni -, invece, è un contratto istituito con la finalità di ampliare le agevolazioni disponibili, già previsto dalla normativa e potrebbe essere praticabile, permettendo così di reinserire nel mondo del lavoro chi ha perso il lavoro e ha un’età avanzata, agevolando le aziende nella loro assunzione. L’unica problematica che si incontra però è la mancanza delle modalità operative attraverso le quali i datori di lavoro possono beneficiare delle agevolazioni previdenziali connaturate al contratto stesso”.

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