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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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PerSo Festival, per la sezione Umbria in Celluloide: “Mon amour, mon ami”

Perso (Perugia Social Film Festival) ha proposto, al Meliès, “Mon amour, mon ami” di Adriano Valerio per la sezione “Umbria in Celluloide”. Una storia che si dipana nell’eugubino

Perso (Perugia Social Film Festival) ha proposto, al Meliès, “Mon amour, mon ami” di Adriano Valerio per la sezione “Umbria in Celluloide”. Una storia che si dipana nell’eugubino dove i due interpreti, presi dalla vita reale, conducono le loro esistenze  parallele. Parallele che, a dispetto del postulato geometrico, finiscono con l’incontrarsi.

Ma cosa c’è di umbro nel corto di Valerio? “Prima di tutto – afferma il regista milanese che vive in Francia – un mio antico rapporto con Perugia”. E spiega: “Sono amico, da sempre, di Alessandro Riccini Ricci, col quale ho collaborato dai tempi di Batik, poi Immaginario Festival. Sono veramente innamorato di questa regione”. Aggiunge: “Inoltre, i protagonisti di questo corto sono, non a caso, persone che vivono nella verde regione”.

La vicenda (durata 15 minuti) racconta dell’incontro fra Daniela (una donna venuta da Bari e trapiantata nell’eugubino), loquace e generosa, e Fouad, un marocchino, sedicente figlio di un imam di Casablanca. Entrambi sono affetti da una severa dipendenza dall’alcool. Si sono incontrati per caso in un bar ed è nata un’amicizia, poi sfociata in convivenza. Fouad ha bisogno di un permesso di soggiorno e il matrimonio sarebbe la soluzione più semplice.

La donna è però turbata dalla circostanza che Fouad l’ama davvero e dunque quel matrimonio “per finta” nascerebbe sotto il segno dell’ambiguità dei sentimenti. È per questo che, a un passo dalle nozze, decide di rinunciare.  I personaggi sono conosciutissimi nella patria di Odorisi e stamane, al cinema Astra, verrà offerta una proiezione agli studenti delle scuole superiori.

Aneddoto curioso. Racconta il regista: “A Venezia il film è stato accolto con un’ovazione. I due si sono talmente montati la testa che specialmente Daniela si è illusa di poter diventare una vera attrice. Sto cercando di dissuaderla e ricondurla a una decisiva presa d’atto della ben diversa realtà”.

Comunque, l’illusione non costa niente e, oltre al valore del film, ad Adriano Valerio va riconosciuto il merito di aver puntato i riflettori su una coppia di emarginati, facendoli diventare, “eroi per un giorno”.

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