Festival Internazionale del Giornalismo 2019, il programma completo di sabato 6 aprile

Da Saviano a Mentana, da Inna Shevchenko a Mario Calabresi: il programma di sabato 6 aprile, quinta giornata del Festival Internazionale del Giornalismo 2019

Il programma di sabato 6 aprile, quinta giornata del Festival Internazionale del Giornalismo 2019. Continua la XIII edizione di IJF19 tra confronti, tavole rotonde, presentazioni, keynote speech, workshop, interviste e serate teatrali.

Alle 12 la Sala dei Notari ospita il talk di Matthew Caruana Galizia giornalista e ingegnere informatico. Dopo aver lavorato per cinque anni all'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), dal 2018 si sta dedicando all’indagine sull'assassinio della madre, Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa uccisa da un'autobomba a Malta nell'ottobre 2017. È stato ingegnere capo in sei importanti inchieste: Offshore Leaks, Swiss Leaks, Luxembourg Leaks, Fatal Extraction, Panama Papers, e Paradise Papers. Il lavoro principale dell'Unità sui Panama Papers, che ha supportato le indagini di centinaia di giornalisti in tutto il mondo, ha portato la squadra di Caruana Galizia a vincere il Pulitzer nel 2017. Modera il keynote speech Mario Calabresi giornalista e scrittore.

Incontreremo Oscar Camps fondatore e direttore Open Arms, una delle più importanti ONG che in questi anni ha salvato migliaia di vite umane nel Mediterraneo. Camps sarà intervistato da Corrado Formigli Piazzapulita LA7. L’appuntamento Diritti umani e attivismo: il ruolo delle ONG si terrà alle 17 Sala dei Notari. 

Sul palco del Teatro Morlacchi alle 18 parleremo del Movimento di protesta dei ragazzi sopravvissuti alla strage di Parkland nato grazie ai social media. A Perugia ci saranno Jaclyn CorinDavid Hogg, cofondatori di March For Our Lives, sopravvissuti a una delle stragi più sanguinose avvenute in America: 17 vittime, di cui 15 studenti, compagni di scuola, giovanissimi. I ragazzi di Parkland hanno reagito quasi subito attivandosi e mobilitandosi. Attraverso un uso sapiente e consapevole dei social hanno organizzato un movimento - March for our lives – per fare pressione sulla politica e cambiare le leggi sul possesso della armi. Da lì non si sono mai fermati e dopo una marcia che ha visto la partecipazione 800mila persone, hanno organizzato un tour in vari Stati americani per incontrare i giovani e spingerli ad andare a votare per cambiare le cose. Il loro movimento ha ispirato una ondata di nuove legge per il controllo delle armi.  

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