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Diario Festival Giornalismo: il pianeta, verso l’Expo 2015 e uno speciale documentario

Seconda giornata a partire dall'incontro sui Giornalisti precari, passando per il panel con Ugo Tramballi, inviato speciale del sole 24ore, e ancora, verso l'Expo 2015 con Tremeur Denigot della Commissione Europea, i temi caldi del pianeta e l'anteprima internazionale di (IN)VISIBLE CITIES

Una finestra aperta sull’universo delle comunicazioni, un dibattito infiammato sui grandi temi del mondo, un ponte verso un futuro digitale in cui investire per rendere più accessibile le informazioni, un canale fluido in cui far scorrere parole, pensieri di grandi uomini, nuove tendenze, nuove frontiere.

È questo e molto altro ancora questa speciale edizione del festival del Giornalismo, che anche per il secondo giorno, ha cavalcato l’onda del successo con un parterre di ospiti, conferenze, documentari, dirette, speaker, che si sono susseguiti a ritmo incessante, vorace.

Quando il precariato distrugge  ambizioni e aspirazioni. “Giornalisti precari, una battaglia persa?”

Ciro Pellegrino ha aperto il suo dibattito stamane all’Hotel Brufani. Giornalista professionista, guida la redazione Cronaca di fanpage.it. e l'incontro ha affrontato il tema dei giornalisti precari e freelance in Italia, discutendo le difficoltà dell'accesso alla professione.

Il giornalismo, come afferma Pellegrino, è un mestiere difficile, con un futuro spesso incerto e senza contratti fissi, come accade in generale nell’attuale situazione di stagno lavorativo in Italia, “la legge, nata un anno e mezzo fa, propone una cosa semplice a favore dell'etica del lavoro: sotto una certa soglia di retribuzione non esiste dignità per i giornalisti.  Purtroppo, però, alla legge manca l'attuazione pratica. Nei due governi precedenti ci sono state riunioni a riguardo ma con il mandato di Renzi cerchiamo di portare nuovamente la questione all'attenzione di Luca Lotti, sottosegretario all'Editoria perché bisogna pensare al giornalismo di domani ”.

È stata anche la giornata dei temi caldi, attualissimi e di portata mondiale, a partire dal panel di Ugo Trambelli, inviato del sole 24 ore, che ci riporta la situazione attuale della guerra in Siria, oggi passata in secondo piano dopo il richiamo mediatico che sta avendo l’Ucraina. Sam Dagher, inviato in Siria del Wall Street Journal, afferma: "Riferire della guerra è una grossa sfida. Si viene sempre accusati di dar più spazio ad una parte dei belligeranti". La difficoltà degli inviati in Siria, i ribelli che non guardano di buon occhio i media stranieri, dal momento che il clamore mediatico non è servito per aiutarli a sradicare il regime, l’ostile collaborazione dei media con il popolo siriano, sono alcuni dei focus su cui si è acceso il dibattito in sala, nato, soprattutto, per non spegnere le luci su questa immane tragedia.

E ancora, le tematiche ambientali, la necessità di una nuova informazione che regredisca dall’attuale catastrofismo insito nella comunicazione di massa, hanno dato vita all’incontro avvenuto con Luca Mercalli, Simonetta Lombardo, Stefano Cesarini del politecnico di Milano, Alex Sorokin, presidente InterEnergy: Pianeta Rovente, Comunicare il cambiamento climatico oltre la catastrofe.

Quanta drammatizzazione viene data sul tema dei cambiamenti climatici? A metà strada fra un complotto,  una sceneggiatura da film, e un’inadeguata competenza dei giornalisti, le notizie vengono spesso enfatizzate da una estremizzazione sulle reali condizioni di salute del pianeta, in grado di indurre paure a volte infondate. È necessario quindi, responsabilizzare i lettori ad un giornalismo critico, che sia in grado di distruggere falsi miti, mettere in atto interventi sul territorio, e non dimenticare il rispetto per la Terra.

Verso l’Expo 2015, il Grande evento, il Grande tema

Ad un anno dalla manifestazione, come si comunica un grande evento come Expo Milano 2015: il ruolo dei Social Media, di Internet e dei partner nella definizione di un programma articolato e multibrand. Sono intervenuti: Andrea Costa, resp. Expo 2015 Telecom Italia, Tremeur Denigot Commissione Europea Expo, Susanna Legrenzi resp. social media Expo 2015.

L’Expo 2015 si pone come vetrina di sperimentazioni tecnologiche, in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’ agroalimentare e della conseguente sostenibilità ambientale attraverso la story telling, un’ operazione di racconto complessa, in grado di portare alla luce i problemi del settore in questione. L’Expo 2015,  non veste i panni di fiera, ma di grande evento; grazie alla presenza di 147 paesi, global partner come Telecom, e istituzioni come l’Unione Europea, assume le sembianze  di un grande laboratorio, in grado di sperimentare multi canali comunicativi, che possano far ‘sopravvivere’ la manifestazione anche dopo la sua permanenza fisica. Mini piattaforme di comunicazione sul web, social network, social media, sul turismo (Milano e al sua storia artistica e culturale) per un evento universale che incarna un nuovo concept di Expo: tematico, sostenibile, tecnologico e incentrato sul visitatore.

(IN)VISIBLE CITIES: Storie di comunità Africane nel mondo, Anteprima Nazionale, Hotel Brufani, ore 21.

(IN)VISIBLE CITIES è l'impresa  di una giornalista e un filmmaker che viaggiano per i cinque continenti per ritrarre le comunità Africane dal loro interno in 13 città del mondo. Autofinanziato e supportato dai migranti stessi, (IN)VISIBLE CITIES è unico nel suo genere e nei suoi obiettivi. Partendo dall'esperienza della giornalista Afro-Italiana, Beatrice Ngalula Kabutakapua, il documentario ritrae le comunità Africane e le loro culture allontanandosi dall'immagine stereotipata e raccontando storie d'amore, di successi lavorativi, di problemi identitari.

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