Il Festival delle Corrispondenze incorona due figure di spicco nel panorama della letteratura nazionale

Il Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago (giunto alla sua ventesima edizione) incorona il carteggio fra Giuseppe Dessì e Giorgio Bassani (1936-1959) “Meditare, studiare, scrivere”

Il Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago (giunto alla sua ventesima edizione) incorona il carteggio fra Giuseppe Dessì e Giorgio Bassani (1936-1959) “Meditare, studiare, scrivere” (Giorgio Pozzi Editore), a cura di Francesca Nencioni. Che vince, dunque, la prima sezione del Premio Vittoria Aganoor Pompilij. Una decisione che la commissione, presieduta da Maurizio Tarantino, ha assunto in piena condivisione.

Un rapporto di stima e amicizia che si dipana tra due figure di assoluto prestigio, nel panorama della letteratura nazionale. Le 55 lettere, (27 di Bassani e 28 di Dessì), proposte con acribia e attenzione filologica, affrontano temi squisitamente letterari, con riferimenti specifici all’officina narrativa dei due scrittori, mostrando uno spiccato interesse per il contesto storico, in particolare negli anni del secondo conflitto mondiale.

La premiazione è stata  condotta con scioltezza da Luigina Miccio, in piazzetta Sant’Andrea. Erano presenti Paola Bassani, presidente della Fondazione intestata al nome e alla memoria dello scrittore ferrarese, e Francesco, figlio di Giuseppe Dessì. Francesco ha riferito particolari inediti dell’amicizia  che legava il padre col corrispondente.

Preliminarmente, si è tenuto un omaggio alla memoria di Clara Sereni, recentemente scomparsa, già presidente onorario della prima sezione del premio. Ne parla, diffusamente e con commozione, la studiosa Puma Valentina Scricciolo che declina le fasi di quell’amicizia. Da quando, giovane laureanda, prese contatto con la scrittrice per una tesi sulla sua opera. La Scricciolo, giornalista e studiosa, fra l’altro, aiutò la Sereni nella revisione dell’ultima opera “Il gioco dei regni” ed ha contribuito a mettere a fuoco le figure femminili della famiglia Sereni.

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Puma Valentina legge tre toccanti lettere alla mamma, scritte per mano della prozia Ermelinda e dettate a voce da Clara bambina, quando non sapeva ancora scrivere. Poi alcuni ironici riferimenti all’assegnazione del titolo di commendatore, con osservazioni politiche, tutte al femminile. Clara, la scrittrice della “casalinghitudine” e delle “merendanze”, ricordata – dice la Scricciolo – con mentalità tutta maschilista: “moglie di… figlia di… madre di…”. Una donna, invece, di raro valore e sicura personalità, che dovette lottare contro tre limiti apparenti: il suo essere ebrea, donna e comunista. Ma che ha lasciato un vuoto incommensurabile nel cuore di quanti l’hanno conosciuta o l’hanno accompagnata in quel suo ultimo viaggio lungo le strade che fiancheggiano il Lago. E anche… oltre.

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