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Centro storico pieno di gente per l'arrivo dei Re magi: tutti incantati

Il lungo corteo partito da piazza Italia si è fermato davanti a piazza IV Novembre, dove ha atteso che il cardinale Gualtiero Bassetti aprisse le porte del Duomo per celebrare la Santa Messa

Un lungo serpente che sembrava non finire mai per uno degli eventi più amati dai perugini: l’arrivo dei Re magi in centro storico. Sono, infatti, tanti i cittadini che si sono dati appuntamento in piazza Italia, alle 15 in punto, per prendere parte al corteo che da anni caratterizza il giorno dell’Epifania. Bambini, adulti e stranieri, tutti con il loro smartphone in mano per immortalare la scene più belle.

Gualtiero Bassetti: "Ero qui ad attendervi" 

Dai canti, al bambinello vero con tanto di ciuccio in bocca e una tenerezza sconfinati negli occhi, l’appuntamento di questo 2015 non ha lasciato di certo delusi gli spettatori che hanno, anche, ammirato gli splendidi cavalli che hanno trottato sul corso principale della città. Il lungo corteo che si è fermato solo per recitare qualche strofa, è infine arrivato davanti al duomo di piazza IV Novembre. Ad attenderli con le braccia aperte, il cardinale Gualtiero Bassetti che ha incitato tutti i presenti a entrare per prendere parte alla Santa Messa. 

Il Cardinale, l'arrivo dei Magi e il messaggio per l'Epifania.
Ad accogliere il corteo festante dei Re Magi sulla gradinata della cattedrale c’era il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, che, al termine della Sacra rappresentazione, ha salutato bambini ed adulti con queste significative parole: «la festa dell’Epifania è la sintesi di tutto il mistero del Natale, perché è Gesù che si manifesta immagine e si manifesta ai popoli di tutta la terra. C’è questa completezza dell’evangelizzazione e il Natale è la festa dei bambini, perché ricorda il momento della nascita del Signore, Dio che si è fatto bambino».

«I protagonisti del Natale sono proprio tutti i bambini – ha evidenziato il cardinale –. Oggi, nella nostra cattedrale, questi bambini rappresentano tutti i loro coetanei del mondo, soprattutto quelli che sono in condizione di sofferenza a causa delle guerre e della fame. I nostri bambini vogliono dirci che il Natale è un annuncio di pace, di giustizia e di bontà per tutte le nazioni e che vale per tutti i popoli, perché gli angeli sulla grotta di Betlemme, non dimentichiamolo, hanno cantato: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.

I bambini sono l’espressione più significativa del Natale per richiamare i valori della pace, dell’amore, della solidarietà, della benevolenza verso tutti. Questi valori i nostri bambini li vivono come Gesù Bambino e, quindi, è significativa la loro numerosa presenza accolta come un grande richiamo per tutti. I bambini hanno tanta tenerezza nel cuore e noi adulti, per renderci conto della grandezza del Natale del Signore, dobbiamo tornare bambini».

Il cardinale ha ricordato l’insegnamento del Natale: «i bambini sono i nostri maestri e noi dobbiamo imparare da loro quella pace, quella bontà, quella giustizia e quell’amore fra gli uomini e quella bellezza che gli angeli hanno cantato a Betlemme».
Avviandosi alla conclusione, il porporato si è soffermato sull’ingenuità positiva dei bambini, quell’ingenuità che spesso agli adulti manca, ma che è importante per essere più buoni e più cristiani. «Ho chiesto ad un bambino, che era seduto accanto a me in cattedrale – ha raccontato il cardinale Bassetti –, se voleva scambiare il suo berrettino con la mia berretta da cardinale, ma lui mi ha risposto: “no, no, mi tengo il mio cappellino”.

Non so se l’avessi chiesto ad un prete, ad un vescovo cosa avrebbero risposto, perché è un bel dono che il Papa fa nel donare una berretta da cardinale…, ma al bambino non gli importa nulla della berretta, gli piace il suo berrettino colorato... Questi sono i nostri bambini, questa è la scuola del Natale, che dobbiamo portarcela dentro per diventare tutti un po’ più buoni e dare un nuovo volto alle nostre case, alle nostre parrocchie, alla nostra città. Impariamo il Natale dal nostri bambini».

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