Dacca-Perugia, un viaggio d’arte, di costume… quando l’ambasciatore diventa critico d’arte

Dacca-Perugia, un viaggio d’arte e di diplomazia… quando l’ambasciatore diventa critico d’arte. Alla Galleria Artemisia di Giuseppe Fioroni e Rita Giacchè, presentazione di un volume di Mario Palma, già ambasciatore in vari Paesi dell’estremo oriente. S’intitola “L’arte che non dorme. Memorie e fantasie di un viaggio infinito”, un libro coltissimo, personale e stimolante, di cui è uscita anche la versione inglese. A presentarlo, il nostro Inviato Cittadino, insieme allo scultore di fama internazionale Riccardo Murelli e a Diego Mencaroni, della Fondazione Civitella Ranieri. Un pubblico numeroso e interessato ha assistito al ping pong che ha visto fra i protagonisti lo stesso autore.

Il tema che apre e chiude in modo personalissimo il libro è quello del panorama (dal Molise al mondo dell’arte internazionale, dalla Maiella ai monti del Bangla Desh, dove Mario ha operato da diplomatico), dal liceo e dall’università fiorentina fino alla formazione personale avvenuta in Germania, fino alla maturità vissuta in oriente. Mario si chiede quale sia oggi il ruolo dell’artista e propone anche questioni di economia e di marketing, parlando addirittura di una bolla del mercato dell’arte in Cina, analoga alla crisi dei sub prime negli Usa del 2006.

Il discorso artistico spesso si intreccia con la storia e la cronaca, con eventi come l’attacco alle Torri Gemelle o il fenomeno Isis. Un libro che non può riassumersi in breve, proprio per l’estrema varietà di temi affrontati. Tanto che si può addirittura effettuare una lettura non sequenziale, saltabeccando fra temi diversi, tutti affascinanti. Efficacissima una lettura originale delle pitture del Cambio. Presenti un notevole numero di Artisti, fra i quali Anna Maria Bartolini, Alessia Cigliano, Serena Cavallini, Mauro    Tippolotti, Chigusa Onishi, attirati dal tema di sicuro interesse. Mario Palma ha anche riferito dei suoi rapporti di frequentazione con personaggi del calibro di Michelangelo Pistoletto e Giancarlo Vitturini (di cui era presente il figlio), ampiamente omaggiato per le sue doti umane e professionali.

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