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Esclusive, grandi classici e musica: al via la nuova stagione teatrale a Corciano

Un ricco cartellone di qualità pensato per un pubblico eterogeneo, quello proposto dal Teatro della Filarmonica di Corciano: grandi nomi, esclusive regionali e tante novità

Annunciata la Stagione di prosa al teatro della Filarmonica di Corciano: molte le esclusive regionali, elevata la qualità. Evento presenziato dall’assessore comunale Lorenzo Pierotti, che ricorda: “All’inizio della nostra sindacatura abbiamo ereditato un teatro perfettamente restaurato, ma vuoto di contenuti. Il nostro primo pensiero è stato quello di trovare un partner, attrezzato e competente, come lo Stabile. Questa collaborazione ci ha consentito di intercettare l’obiettivo politico: portare a teatro la gente perché la cultura teatrale divenisse veramente popolare, non più d’élite”.

Diceva Gramsci: “Se il popolo non va verso la cultura, è la cultura che deve andare verso il popolo”. A parte le categorie nominalistiche superate, la sostanza del ragionamento resta ancora valida.

Il successo arriso alla terza stagione – con tutto esaurito per nomi di forte appeal mediatico, come Giobbe Covatta e Giorgio Tirabassi – verrà certamente bissato da quella che sta per iniziare.

Parola di Bianca Maria Ragni che ha selezionato le proposte di quest’anno.Tra le quali spiccano  temi e personaggi di sicuro riscontro. Prima fra tutte Anna Mazzamauro (la signorina Silvani di Fantozzi) che, tra una tirata comica e l’altra, si cimenta con la drammatica telefonata della Magnani al fedifrago Rossellini.

Poi “De rivolutionibus”, due Operette morali leopardiane, messe arditamente in scena da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi.  

C’è spazio anche per la cantante Syria (esperienze teatrali con Paolo Rossi) che propone “Bellissime” raccontando canzoni e figure di donne, tra fiori d’antan e rudezze d’attualità. Emanuela Aureli – con Milena Miconi e Thomas Santu, bello e possibile – s’impegna per dimostrare come la ricerca dell’uomo ideale (bello, domestico, ricco, romantico e passionale, adorato e adorante) si traduca nel ricorso a un robot per cui basta attaccare e staccare la spina. Da ridere… mica tanto.

Emanuele Salce (figlio del più noto Luciano, e che ebbe per secondo “padre” Vittorio Gassmann) racconta in “Mumble Mumble…confessioni di un orfano d’arte”, fra autobiografia e satira, i funerali dei suoi due padri e, con la mano in tasca, perfino il proprio. Pare che ne sentiremo delle belle. O delle brutte.

Due ritorni: quello di Ascanio Celestini (col già visto “Laika”, costantemente rimaneggiato) e, fuori abbonamento, “1Principe” (da “Amleto”), rielaborato da Massimiliano Burini, con Caterina Fiocchetti e costumi del nostro Skizzo (all’anagrafe: Francesco Marchetti).

Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Perché il biglietto costa solo 15 euro, ridotto 10 (riduzioni a gogo per giovani, non più giovani e soci coop). Meglio di così.

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