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Martedì, 17 Maggio 2022
Cultura Todi

Quando a Todi si realizzavano i mobili che piacevano a re e regine, un volume ricostruisce la storia dei maestri ebanisti

Il volume “il mobile classico di Todi”, curato da Marcello Rinaldi, già dirigente scolastico ITS Ciuffelli-Einaudi, presenta anche l'inedito repertorio delle 216 botteghe-scuola dal secondo Ottocento agli anni '60 del secolo scorso

Una scuola per istruire i giovani orfani o poveri che non potevano uscire dalla condizione di analfabetismo, ma anche un modo per insegnare un mestiere, recuperando il concetto della bottega artigiana medievale e rinascimentale per trasformarla in scuola, in apprendimento sotto la direzione di maestri artigiani, al fine di apprendere un mestiere da esercitare onestamente per uscire dalla povertà. Un artigianato che per tanti anni ha inciso, infatti, nell’economia del territorio, producendo lavoro e reddito.

L’istituto Artigianelli Crispolti, voluto da don Luigi Crispolti dal 1847, ebbe questa duplice funzione e fece rinascere anche quella tradizione del mobile antico tuderte, reinterpretando l’antica tradizione artigiana rinascimentale, che giunse fino a Londra, alla corte della regina Vittoria, sfruttando anche il revival del neomedievalismo che tanto piaceva in Europa in quegli anni (artigiani tuderti si occuparono del restauro dei mobili dello studio di Edoardo VII).

mobili todi2-2Il volume “il mobile classico di Todi”, curato da Marcello Rinaldi, già dirigente scolastico ITS Ciuffelli-Einaudi, “è innanzitutto un’idea che nasce per arricchire l’offerta formativa della Scuola, Polo tecnico della Media Valle del Tevere con i suoi molteplici indirizzi di studio”. Un volume, inserito nella collana “I Quaderni dell’IIS Ciuffelli-Einaudi di Todi”, che ripercorre la storia delle botteghe tuderti nel Medioevo e nel Rinascimento per arrivare a Filippo Morigi e al rilancio dell’arte degli intagliatori ed ebanisti con uno stile proprio e specifico. Si ricostruiscono i tratti della Scuola di disegno per le arti decorative dell’istituto Crispolti, si ripercorre la crisi nel secondo dopoguerra, al prima industrializzazione e il rilancio delle botteghe artigiane negli anni ‘60 del secolo scorso fino alle iniziative di rilancio con la scuola di ebanisteria.

Altro pregio del volume è quello di aver presentato il repertorio delle botteghe-scuola dal secondo Ottocento (216 botteghe del legno operanti in città nel corso di oltre un secolo e mezzo), riscoprendo anche le manifestazioni, gli eventi e al vita associativa degli artigiani del legno tuderti.

Grazie a questa pubblicazione di Marcello Rinaldi, con i contributi di Paolo Mantilacci e Filippo Orsini e con la documentazione fotografica di Paola Rondolini, Roberto Baglioni, Gilberto Santucci, i lettori, che siano storici o appassionati e amanti della storia di Todi, hanno la possibilità di approfondire la tradizione degli artigiani del legno di Todi.

Il volume si compone di 312 pagine, con oltre 450 immagini, con un’appendice con le voci dialettali todine riferite all’arte del falegname, dell’intaglio e dell’intarsio e l’apparato degli indici, all’interno dei quali compare anche il primo repertorio della produzione mobiliera di Todi.

Il libro, dedicato alla memoria di don Vincenzo Faustini, direttore dell’Istituto Artigianelli Crispolti, che “con passione ha ispirato i giovani tuderti all’arte del mobile classico”, si avvale della presentazione di don Carlo Franzoni, presidente della Fondazione Crispolti, erede del patrimonio culturale e di esperienze del canonico Luigi Crispolti.

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