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Music For Sunset, tra i big attesi il leader dei Baustelle Francesco Bianconi

Sarà lo spettacolo di punta di Music For Sunset, il Festival di sonorizzazioni musicali al tramonto. Il leader dei Baustelle racconta a PerugiaToday il suo inedito reading

Music for Sunset, festival di suggestioni sonore al tramonto, tornerà per il sesto anno all'Isola Maggiore del Trasimeno: sabato 25 e domenica 26 luglio la perla del Lago umbro ospiterà una due giorni di concerti, sonorizzazioni ambientali, installazioni, reading e performance teatrali. Promossa dall'Associazione Umbra Canzone e Musica d'Autore, anche per questa edizione non tradirà l'incontro multidisciplinare tra arti che contraddistingue l’anima del Festival umbro.

Nome di punta di questa edizione, sarà Francesco Bianconi, acclamato leader dei Baustelle, che veste i panni di uno scrittore di successo parallelamente alla sua fortunata carriera musicale. Sei album in quindici anni da frontman, due libri editi da Mondadori ed un universo immaginifico e costellato da deliri e sogni urlanti; difficile delineare il profilo di un artista complesso ed affascinante, capace di restituire con le parole, la potente e lirica vocazione del suo modus narrativo capace di toccare le corde della società contemporanea, con lucida ed intelligente analisi critica.

Sul palcoscenico naturale dell’Isola Maggiore, porterà uno spettacolo tratto dal suo ultimo romanzo “la resurrezione della carne”; un excursus attraverso sonorità e parole, indagatrici di mondi grotteschi eppure reali, dove le più recondite paure, saranno sviscerate in tutta la loro umanità e bramosia. Al calar del sole.

All’Isola Maggiore, in occasione di Music For Sunset, presenterà al pubblico un reading musicale tratto dal suo secondo libro ‘La resurrezione della carne’. Che tipo di spettacolo sarà?

“Quando assisto da spettatore, a spettacoli di reading, senza ancora ver letto il libro, quello che viene presentato non deve, ovviamente, spiegare troppo, ma dare una suggestione, incuriosendo ed accennando solo l’atmosfera del romanzo. Abbiamo quindi scelto cinque brani tratti dalla ‘Resurrezione della carne’,  che verranno letti su una musica di percussioni campionate da dischi in vinile e vibrafono, suonate live. Per il Trasimeno, al posto delle percussioni, ci sarà un pianoforte, molto evocativo delle atmosfere dell’isola”.

Interessante sarà anche la colonna sonora tratta dal cinema italiano di film sugli zombie e scritti da musicisti come Walter Rizzati, Goblin, Nico Fidenco. Che tipo di ricerca musicale ha condotto in tal senso?

“La scelta della colonna sonora è nata da una piccola scommessa; dato che il libro ha a che fare con il tema degli zombie, ci siamo interrogati sulla scelta della musica più affine all’opera. Dal momento che nel romanzo vengono anche citati questi film, abbiamo rielaborato vecchie colonne sonore di pellicole italiane, molte delle quali sconosciute al grande pubblico ed abbiamo scoperto il sorprendente valore di queste composizioni; nate per musicare zombie e quant’altro, sono ancora in grado di vivere vita nuova al di fuori della loro connotazione. Preziose da riascoltare.”

Ha definito il suo spettacolo un ‘creepy horror beatnik reading’, un riferimento a quel filone  letterario coniato da Herb Caen che denigrava il movimento della Beat Generation…

“Beatnik perché sono stati i primi a fare sperimentazioni di reading con le parole a tempo. Il flusso di parole nei loro romanzi è molto sregolato, e i loro spettacoli venivano presentati live con accompagnamento di musica jazz. Ci sono delle analogie con le letture che porto in giro e il loro modo di fare reading; leggo appoggiandomi sulla struttura e la ritmica della musica. Horror perché ne sono affascinato da sempre, dal cinema alla letteratura, credo sia un modo per esorcizzare la paura, forse”.

Nel suo libro (edito da Mondadori) emerge un mondo sopraffatto da frustrazioni, ossessioni, ambientate sullo sfondo di una Milano ‘da mangiare’, in cui il cibo è una delle chiavi di lettura che accompagnano il romanzo. Può parlarcene?

“Siamo in un momento storico in cui la moda di parlare del cibo (nei talk show e nei programmi tv) sta assumendo dimensioni notevoli, ho quindi preso a prestito un elemento comune alla nostra società: l’ossessione per il cibo, ambientato in una città come Milano, che tende a dettare mode su usi e costumi dell’Italia. L’ambientazione, traslata in un vicino 2020, assume le dimensioni di una esasperazione, nei confronti del cibo, ancora più marcata”.

La parabola di Ivan, il protagonista di “La resurrezione della carne”, sembra vivere quel sentimento di decadenza, accanimento e ossessioni che accompagnano l’epoca contemporanea…

“Volevo sviscerare una condizione comune all’essere umano ora; viviamo in un periodo di profonda crisi non solo economica ma spirituale, e la vita di Ivan, mi sembrava una storia ben inserita nel nostro contesto socio culturale. La sua condizione di frustrazione, avviene nel momento in cui capisce che non potrà mai realizzarsi come poeta ma per ironia della sorte, riesce ad affermarsi con successo attraverso un qualcosa che non gli piace: sceneggiare serie tv sugli zombie. In un mondo quindi famelico di cibo, mi è venuto naturale pensare al protagonista che si arricchisce attraverso la figura che più di tutti incarna questa comune ossessione: lo zombie. Una figura legata esclusivamente al concetto di mangiare, che si pone in contrasto profondo con la società che invece ama solamente parlare di cibo. Un’antitesi dunque tra il nostro paese che parla di mangiare, e una delle figure simbolo del cinema horror, gli zombie, che rappresentano il grado zero del significato di mangiare”.

Prossimi progetti in Umbria?

“Spero di si, sono legato a questa terra, peraltro vicino a dove sono nato (Montepulciano). Mi piacerebbe poter suonare ancora qui in Umbria con i Baustelle, magari all’uscita del prossimo disco”. 

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