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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cultura

LETTI PER VOI Sugli scaffali “Morlacchiana 2. Il Dante in musica di Francesco Morlacchi”

Ne parliamo con l’autrice, Bianca Maria Brumana

Sugli scaffali il volume di Biancamaria Brumana “Morlacchiana 2. Il Dante in musica di Francesco Morlacchi”. Ne parliamo con l’autrice.

Cosa contiene il volume?

“Contiene lo studio di tutte le composizioni di Morlacchi su testo di Dante, ma gli esiti più significativi riguardano la cantata L’Ugolino del 1805 e il disegno sul medesimo soggetto di Pelagio Palagi, opere uscite dallo stesso contesto culturale e politico bolognese, animato dall’entusiasmo suscitato dal sogno napoleonico”.

L’importanza della cantata del 1805?

L’Ugolino per soprano e quartetto d’archi fu scritto da Morlacchi all’età di ventuno anni, al termine del suo perfezionamento musicale alla scuola di Stanislao Mattei e all’epoca della sua aggregazione all’Accademia Filarmonica di Bologna”.

Quali le terzine del testo dantesco utilizzate?

“Il testo è costituito dalle terzine 13-25 del Canto XXXIII dell’Inferno che contengono la narrazione fatta dallo stesso Ugolino circa la sua tragica vicenda terrena”.

Quale voce interpreta il personaggio?

“La scelta del registro di soprano per dar voce al personaggio del nobile pisano è perfettamente in linea con la tradizione musicale del Settecento, che vedeva nei cantanti evirati i più prestigiosi interpreti dei ruoli eroici maschili”.

Il libro è insieme scientifico e di divulgazione alta, vero?

“Il volume contiene l’edizione critica della cantata L’Ugolino a cura di Galliano Ciliberti”.

Quali le fonti? È vero che sono tutte umbre?

“L’edizione si basa sugli autografi di Morlacchi custoditi alla Biblioteca Comunale “G. Carducci” di Spoleto e a Orvieto, presso la Sezione staccata dell’Archivio di Stato di Terni, entrambi dono del conte Giovanni Battista Rossi Scotti negli anni ’70 dell’Ottocento. La partitura di Spoleto è corredata dalle altrettanto preziose parti autografe del soprano, del violino primo e della viola”.

Per il concerto folignate avete utilizzato questa edizione?

“È proprio così. La suddetta edizione critica è stata utilizzata per l’esecuzione del 5 dicembre a Foligno, che ne costituisce una prima ripresa moderna. Il soprano Lucia Napoli, con il quartetto “Ad libitum”, ha offerto una superba e nobile interpretazione della cantata dantesca, il cui testo è stato prima declamato da Lucia Poli in modo altrettanto elegante ed efficace”.

Una curiosità sullo splendido disegno utilizzato in copertina.

L’Ugolino di Palagi, che mostra il momento della morte di Gaddo, è tornato alla luce quest’anno. Prima si conosceva solo attraverso una incisione (dai tratti, a dire il vero, piuttosto duri) di Gallo Gallina, un allievo di Palagi all’Accademia di Belle arti di Milano”.

Un pezzo di valore artistico notevole. Quale la sua quotazione?

“Il disegno di Palagi (38 x 53 cm.) - messo all’asta il 21 marzo 2021 al Castello Mackenzie di Genova a cura della Casa d’aste milanese Cambi - è stato venduto a 16.000 euro. L’impianto statuario e un po’ melodrammatico del disegno evoca la nobiltà del soggetto trattato e al tempo stesso il “pietrificarsi” dei sentimenti del protagonista dinanzi alla tragedia di cui è spettatore impotente. I rinvii alla scultura classica sono evidenti nell’equilibrio della composizione, così come nel ricordo del Laocoonte o del Galata morente. Ugolino e i suoi discendenti indossano abiti storicizzati e non esibiscono la nudità delle anime infernali: il momento illustrato nel disegno e nella cantata di Morlacchi evoca infatti la vicenda terrena del personaggio”.

Quali i rapporti fra Palagi e Morlacchi?

“Il compositore e l’artista si conoscevano ed hanno collaborato. Morlacchi, di nove anni più giovane, possedeva un disegno di Palagi che rappresenta Cupido circondato da Psiche e dalle sue sorelle. Egli lo custodiva gelosamente perché l’Amore, sia esso pronto a ferire con i suoi dardi o apparentemente addormentato come in questo caso, è presente in ogni melodramma, “ingrediente” indispensabile dalle paludate opere serie di soggetto classico alle farse e commedie per musica, intrise di comicità prorompente”.

Ci furono fra i due altre collaborazioni?

“Nel 1805, in attesa dell’arrivo a Bologna di Napoleone, fu inaugurato il Teatro del Corso e furono allestite (qui e negli altri teatri della città) molte opere: Morlacchi fu impegnato come direttore e scrisse anche brani sostitutivi, Palagi realizzò scenografie dalla ambientazione suggestiva e fantastica”.

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