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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cultura

Massimiliano Varrese in Umbria con il suo nuovo romanzo tra medici prigionieri della burocrazia e guru non sempre santi

L'artista, volto noto del piccolo e grande schermo, è uscito con il secondo libro che presenta oggi in anteprima

La divisa di “Carabinieri”, lo sguardo rivolto al lago ne “La ballata del Trasimeno” che continua a raccogliere consensi e premi. E poi un libro, il secondo romanzo dal titolo “Guru sgangherato”, che oggi presenterà di fatto nella data inaugurale di una serie di presentazioni che lo porterà in giro per l’Italia. Massimiliano Varrese, attore e scrittore, conferma il suo rapporto speciale con l’Umbria. Oggi, 8 maggio alle 21, presenterà a Narni in occasione degli eventi legati alla Corsa dell'Anello, con Alessandro Cavalieri, “Il mio guru sgangherato” (ed. Do it human). Un romanzo che racconta la storia di Antonio, medico come ha sempre sognato, e Missam, un guru che non ti aspetti. “Antonio sogna di fare il medico da quando è bambino, vuole aiutare gli altri, ma la sua volontà si scontra contro la rigidità dei protocolli. Missam è un ex artista di fama mondiale, adesso è un guru. Ma anche i guru possono perdere la pazienza”. E allora chi sono questi due personaggi? La realtà dietro l’apparenza forse, il sogno che si infrange contro la quotidianità. E magari il coraggio di tirare una linea e dirsi che forse, di fronte all’aspettative disattese, quelle di un sogno non per forza della carriera, si può fare anche un salto fuori dal cerchio. “Alla fine, come in tutti i libri, anche in questo c’è qualcosa di autobiografico. Ma forse più un qualcosa che è patrimonio condiviso di tutti, quell’essere oltre alle apparenze con la difficoltà di far coesistere ideale e reale”. E allora, di fronte al bivio tra continuare a indossare il camice nonostante la sofferenza che questo comporta, sofferenza per non riuscire a fare ed essere come ci si era immaginati, oppure toglierselo, cosa deciderà Antonio? Dove lo condurrà la sua guida Missam? O dove, al contrario Antonio lo porterà? Massimiliano Varrese, forse, lo svelerà alla fine del suo romanzo, opera di un artista poliedrico che alterna i due punti di vista, quello dello scrittore e quello dell’attore. “Nasco come ballerino e cantante. Ho scritto canzoni per raccontare e raccontarmi. Ma la canzone è una forma ristretta di scrittura. Ho trovato, con i romanzi, la dimensione giusta per dare sfogo a questa necessità”. Personaggi da costruire con le parole, personaggi da far vivere in scena. Comunque, storie da raccontare e da interpretare. Che sia il camice del suo nuovo eroe di inchiostro e carta, Antonio, o che sia la divisa di Carabinieri, i panni del giornalista di Mi-Ka-el o il saio di san Francesco.

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