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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cultura

LETTI PER VOI Quella volta che Pannella sottrasse Venanti al quasi linciaggio delle femministe

È uno degli episodi che il pittore perugino inserisce nel suo ultimo libro “Gli anni ’70 e ’80 tra luci e ombre”

Quella volta che Pannella sottrasse Venanti al quasi-linciaggio delle femministe. È uno degli episodi che il pittore perugino inserisce nel suo ultimo libro “Gli anni ’70 e ’80 tra luci e ombre” (Morlacchi, p. 164, euro 15).

L’opera prosegue come quinto volume di una serie che incrocia autobiografia e storia locale-nazionale, partendo da “Quando una rondine faceva primavera” di un ventennio or sono.

Nel libro si parla di arte e vicende varie, di amicizia e amori, di microstorie e macrostoria. Con uno stile chiaro e gradevole.

Uno degli episodi più divertenti riferisce di una trasferta romana che il pittore della neofigurazione compie nella capitale con la moglie Zaira, nel 1980, per incontrare un critico famoso. Erano gli anni della contestazione e del femminismo. Nella piazza romana si teneva un comizio del leader radicale Marco Pannella.

Nel fare due passi, Franco e Zaira s’imbattono in un corteo di irriducibili e arrabbiate femministe. La cosa che più colpisce il pittore col Borsalino sono di cartelli “nei quali si vedeva il pene affettato come un salame, con scritte offensive nei confronti del maschio”.

Mentre assiste a questa scena “una piccoletta, brutta [ometto la descrizione repellente, ndr] mi sbatte in faccia il triangolo, fatto con le sue dita, simbolo della femmina, urlandomi: ‘Tanto me la gestisco da me!’”.

Al che lui le fa: “Anche se non te la gestisci, stai sicura che non te la piglia nessuno”. Reazione inviperita della donna che gli si getta addosso, dandogli dello sporco maschilista, “seguita da altre donne come uno sciame d’api”.

Al pittore tremano le gambe, ma gli viene in soccorso la moglie che lo prende per un braccio e lo spinge sotto il palco di Pannella. Costui, davanti a questa confusione, si rivolge alle erinni manifestanti e dice loro: “Ma che c… volete?”. Poi le redarguisce riducendole a più miti consigli.

Così il nostro Venanti se la svigna alla chetichella. È questo uno dei numerosi passaggi narrativi, perugini e non solo, sui quali avremo modo di tornare.

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