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Intervista immaginaria a Marina Berlusconi, delude tutti anche gli ospiti istituzionali: ed è flop

Doveva essere lo spettacolo del secolo ma ha deluso tutti "Intervista immaginaria a Marina Berlusconi". Il tanto atteso spettacolo che doveva essere l'evento di punta del Todi Festival, è stato un flop

Credevano che sarebbe stato lo spettacolo dell’anno, ma è invece risultato essere il flop dei primi 28 anni di vita del festival di Todi. E già, perché tutti si aspettavano forse "qualcosina" di più dalla tanto acclamata messa in scena della “Intervista Immaginaria a Marina Berlusconi”. Pubblicizzata fino alla esagerazione, tanto da essere considerato l’evento culturale di spicco dell’edizione di quest’anno. Sono però rimasti tutti sbigottiti, quando sul palco un attore si è visto costretto a leggere interamente la parte sul copione, perché non si ricordava una sola battuta. Ma fin qui sarebbe potuta anche essere stata accettabile la “lieve”, si fa per dire, defaillance  dell’artista. Sarebbe potuta essere stata accettabile se ci si fosse ritrovati davanti a uno spettacolo intuitivo, geniale e ironico, come tutti si attendevano.

Niente di tutto ciò. Un racconto senza nessuna novità o valore critico. Semplicemente stralci di interviste lette davanti a un pubblico annoiato e sbigottito che alla sola frase “Marina da piccola amava gli animali e avrebbe voluto fare il veterinario”, si è messa una mano in faccia, non sapendo più dove guardare. Ma il vero imbarazzo è stato per il direttore artistico Silvano Spada che credeva fortemente in quello che doveva essere un capolavoro.

Spada ha suonato la gran cassa per portare gente al teatro come fanno i presidenti di club, assicurando di aver preso i migliori calciatori e di puntare alla promozione, e invece il rischio, apparso subito evidente fin dalle prime battute, è stato quello di assistere a uno spettacolo noioso e a schemi prevedibili. Ma con un quadro così si può solo puntare a non retrocedere, a patto che si cambia l'allenatore e si rafforzi la squadra. Uscendo fuori metafora Emilia Costanti che ha firmato il lavoro, di suo ci ha messo ben poco. Ha effettuato piuttosto un lavoro di ricerca delle dichiarazioni fatte dalla figlia dell'ex Presidente del consiglio, riproponendole, senza nessuna aggiunta, nessuna forzatura, in uno schema tutto già sentito e ripetuto pedissequamente.

Si sarebbe potuto fare di più, molto di più e molto meglio. La parola 'immaginaria' dava grandi speranza, non poneva limiti o censure .Speravano tutti di vedere la bella Marina magari seduta sulla poltrone di palazzo Chigi ad amministrare e “sminestrare” la nostra Italia. Poteva esserci dell’ironia, persino del sarcasmo, si poteva giocare, e anche molto, su una figura, quella di Marina Berlusconi, che ha da dire.

Fa sorridere l’idea che “Intervista immaginaria a Marina Berlusconi” si sarebbe potuto tramutare in un vero e proprio caso politico. C’era anche chi auspicava una vera e propria rottura dei precari rapporti tra i palazzi romani. Insomma tanta attesa e per qualcuno, pure qualche velata speranza, che alla fine si è infranta in un sipario “mal chiuso” e che forse, per certi aspetti, era meglio che non si aprisse proprio.

Tra i presenti personaggi noti, giunti da ogni dove per ammirare il tanto acclamato capolavoro, Pippo Baudo, Catiuscia Marini e anche un nuovo Wladimiro Boccali che ha mostrato per la prima del Todi Festival un look del tutto inaspettato.  Si chiude il sipario, ma questa volta per fortuna.Si spera che le prossime serate del Festival siano decisamente migliori.

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