Lunedì, 17 Maggio 2021
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Festival del Giornalismo, dall'incontro con Riccardo Iacona al focus sulla crisi dei rifugiati e i media

Tra i protagonisti di questa seconda giornata, Riccardo Iacona (Presadiretta Rai 3) ospite di una gremita Sala dei Notari a Perugia. Al tavolo di discussione, anche la scrittrice Michela Murgia e Loredana Lipperini di Radio 3

Si è entrati nel vivo di questa decima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo che ha visto il capoluogo umbro, divenire poliedrico palcoscenico dei media mondiali e dell'informazione. L'attualità ed il futuro, le strade possibili verso nuove forme di editoria, i mainstream della comunicazione, le nuove frontiere del giornalismo, si confrontano con i grandi temi internazionali per un dibattito a più voci sulla cultura e l'informazione.

Tra i protagonisti di questa seconda giornata, Riccardo Iacona (Presadiretta Rai 3) ospite di una gremita Sala dei Notari a Perugia per un focus sui tabù del sesso e sull'impossibilità di parlare di sentimenti e sessualità a scuola. Al tavolo di discussione, anche la scrittrice Michela Murgia e Loredana Lipperini di Radio 3.

Riccardo Iacona apre la discussione su un tema quanto mai attuale e ancora difficile da estirpare: “il sessismo è dappertutto ed è pericoloso, secondo l'Istat ogni tre morti violente riguarda una donna uccisa per mano del suo compagno. E questo è un dato certo. In questo paese le donne vengono picchiate”. Ma se c'è ancora molta strada da fare, da dove si dovrebbe partire per una rinnovata consapevolezza di rispetto ed educazione alla parità?

Ripercorrendo alcuni esempi italiani, dalle bibliotecarie di Siniscola alla quale i genitori hanno chiesto il ritiro dei libri “Piccolo blu”e “Piccolo Giallo”, considerati colpevoli di diffondere la teoria Gender, al Sindaco di Venezia che ne ha il ordinato il ritiro degli stessi, Iacona e Lipperini si sono interrogati su cosa ci sia dietro la paura e il fenomeno della violenza nelle scuole, la solitudine delle famiglie spaventate dal cambiamento epocale che sta avvenendo all'interno della società e della famiglia stessa, ed al disperato appello che alcuni ancora invocano all' “inventato concetto di natura”.

“Non bisogna ingabbiare i nostri figli in costrizioni e renderli proiezioni di noi stessi-sottolinea la scrittrice Michela Murgia- c'è oggi giorno una tendenza da parte dei genitori ad investire tutto su di loro, quasi una sorta di spazio performativo, rendendo di fatto i figli prigionieri. Ma è necessario distruggerle quelle gabbie, ed accompagnarli verso un'educazione all'amore ed al rispetto”.

Tra i focus del giorno, anche il ruolo e la responsabilità dei media nella crisi dei rifugiati, in un incontro alla Sala del Dottorato che ha visto la partecipazione di alcuni tra i principali esperti internazionali in emergenze umanitarie: Lucy Marcus CEO Marcus Venture Consulting, Andrew Stroehlein, media director europeo di Human Rights Watch, George Von Habsburg, ambasciatore straordinario d'Ungheria e Stefan Wolff, professore dell'Università di Birmingham. 

"Un racconto che è cambiato nel corso del tempo, quello della crisi dei rifugiati, con un spostamento di attenzione verso i temi legati alla sicurezza"-ha esordito Stefan Wolff, che spiega così come "lcon a crisi in Siria e il rafforzamento dell'Isis, l'emergenza umanitaria e i suoi risvolti abbia lasciato spazio agli effetti del terrorismo e della preoccupazione di infiltrazioni terroristiche in Europa. Rispetto a questo, i media assumono quindi un ruolo centrale con la frequente strumentalizzazione di questioni legate alla religlione, piuttosto che su altro". 

"Anche se i media non sembre abbiamo agito per il bene dell'informazione, c'è anche qualche esempio positivo-commenta Andrew Stroehlein-come quello del Wall Street Journal, che ha affrontato il problema della crisi dei rifugiati con grande senso di responsabilità, anche quando non si riteneva che potesse attirare l'attenzione pubblica. Grazie anche a reportage di corrispondenti dai luoghi di accoglienza". Spesso, come sottolinea George von habsburg, i media si sono concentrati più sulla posizione delle istituzioni, che sull'impegno del popolo, basti pensare a quanti movimenti spontanei sono sorti a sostegno dei rifugiati non appena l'emergenza è arrivata anche in Europa. "Lavorare insieme per una soluzione globale, cittadini, imprese, istituzioni e media". 

 

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