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L’eredità di “Gabo” nel cuore degli scrittori chiude il festival Encuentro

Erano tutti presenti, i grandi scrittori latino americani pronti a ripercorrere una memoria, un aneddoto, un pensiero sul lascito letterario ed umano di Màrquez che, ad un anno dalla morte, lascia al mondo 100 anni e più di solitudine

La letteratura assume le forme oniriche di un viaggio senza confini, è la voce multiforme e globale che racconta il mondo in tutte le sue dinamiche e le sue poetiche, in tutte le sue guerre e le sue salvezze, e che a Perugia, ha narrato le espressioni più suggestive delle terre latine americane.

Encuentro ha raccolto le preziose voci dei grandi protagonisti delle letterature in lingua spagnola favorendo un incontro speciale con la cultura italiana, assurgendo dunque l’etica dello scambio e del dialogo umano, prima ancora che letterario.

E poco importa se Cuba, il Messico, le Ande e l’oceano tracciano km di distanza sulla cartina geografica, ancor meno importa se l’architettura sociale di ogni terra descrive diversità culturali; la letteratura trascende vuoti e distanze, lingue e culture per avvicinare il mondo. Ed è così che il primo Festival delle Letterature latino americane, diventa  preziosissima testimonianza di questo incontro, che ha portato nel capoluogo umbro, già Capitale italiana della Cultura, una riflessione sul ruolo sociale ed umano di questo scambio letterario.

Diamela Eltit, Almudena Grandes, Martin Caparros, L. Padura Fuentes, Paco Ignazio Taibo II, Jorge Volpi, Enrique Vila Matas, Santiago Gamboa, Andrés Neuman, Bruno Arpaia, si sono dati appuntamento a Perugia per una tre giorni di dibattiti, tavole rotonde, incontri con il pubblico italiano, per un racconto a gran voce dell’immenso patrimonio letterario in lingua spagnola molto amato dalla nostra terra.

E non poteva che concludersi con un doveroso “inchino” all’amato Gabo la festa di Encuentro, che, in una Sala dei Notari gremita di gente, ha vissuto nel racconto dei protagonisti che hanno potuto conoscerlo in vita o solo attraverso le sue memorabili opere, un lascito al mondo letterario che continua ad influenzare tanti ed apprezzati autori.

Da Volpi ad Almudena Grandes, a Gamboa, fino a Fuentes e Caparròs, il viaggio nei ricordi della figura artistica ed umana di Gabriel Garcìa Màrquez, si è riflessa negli aneddoti personali di questi grandi scrittori, che ne hanno tracciato un profilo umano coerente alla grande impronta culturale che ha lasciato. La prolifica carriera di giornalista e uomo di pensiero, ma soprattutto la poetica e la visione del mondo da cui traeva ispirazione per scrivere le sue opere. C’è chi lo ricorda come un uomo dalle risposte sempre pronte e dalla disarmante poesia contenuta in ognuno di queste battute, c’è chi, invece, ricorda la sua persona attraverso le sue opere meno conosciute, e chi, se non lo avesse conosciuto, forse non avrebbe fatto lo scrittore.

E quei suoi Cent’anni di solitudine, che hanno appassionato 50 milioni di lettori, quei suoi quasi cento anni di vita vissuta attraverso i memorabili volti delle sue storie, continueranno a raccontare, per altri 101 anni, i suoi mondi onirici e surreali e i suoi fantasmi, nel nome dell’eredità letteraria che una nuova generazione di lettori e scrittori continuerà a tramandare.

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