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Corciano Festival: fra storia, arte e cultura compie 51 anni

Musica, teatro, poesia ed una mostra dedicata ai 20 artisti più importanti del '900 umbro. Al via la 51à edizione dell'Agosto Corcianese

Un antico e bellissimo borgo italiano, tra i più ammirati del Belpaese e riconosciuto come Destinazione Europea d’Eccellenza, presterà i suoi scorci storici e i suoi palcoscenici per dar vita al Corciano Festival, un full immersion ad ampio raggio nel mondo della cultura declinata in tutte le sue forme.

E cinquant’anni più uno sono passati, da quello che è ormai un appuntamento importante dell’estate umbra; una piattaforma ideale in grado di unificare, sotto un unico percorso, le più variegate e contemporanee espressioni artistiche, musicali e teatrali. Una sinergia tra arte e territorio, araldo del verbo cultura, che caratterizza lo sforzo della nostra regione di portar avanti un dialogo con l’ambiente e gli interpreti che ne danno voce.

Ad un anno di distanza dal compimento del fatidico mezzo secolo, sinonimo di prolifica attività ed attenzione agli spazi che possano ospitare “cultura”, l’Agosto Corcianese (in programma dall’8 al 16 e dal 21 al 23 agosto), porrà l’accento su un percorso ed una memoria a ritroso, attraversato da 50 anni di tessuti artistici che hanno permesso di raccontare non solo la storia del borgo di Corciano, ma degli eclettici sguardi che lo stesso Festival ha posto in relazione al suo territorio. Il Festival si svolge infatti ogni anno tra i palazzi, le opere d’arte e l’architettura medievale che caratterizza il cuore del borgo, in cui le performance artistiche  letterarie e musicali e le rievocazioni storiche, trovano terreno naturale e perfetta collocazione per esprimersi.

Punta di diamante di questa edizione, sarà la vetrina dedicata alle arti visive; le tre mostre, dislocate in varie zone del centro storico, ripercorreranno il primo mezzo secolo del Festival corcianese attraverso l’esposizione “Maestri del Novecento, Cinquanta anni di presenze a Corciano” a cura della prof.ssa. Alessandra Migliorati.

Una esposizione suddivisa tre parti, che racconterà al pubblico, attraverso una fase storico documentario, un’altra monografica e l’ultima dedicata alle figure cardine dell’arte umbra, i momenti culturali più significativi del Festival. In mostra, oltre alle opere degli artisti delle mostre monografiche allestite negli ultimi otto anni, anche le opere di quegli autori di una produzione artistica contemporanea, che ha dato lustro al ‘900 umbro, tra gli altri: Alberto Burri, Maceo Angeli, Giuliano Giuman, Gerardo Dottori, Arturo Checchi, Enzo Brunori, Manlio Bacosi, Romeo Mancini e Brajo Fuso.

Nell’anno dell’esposizione mondiale sul cibo a Milano, anche Corciano dedica spazio alla nutrizione ed ai suoi connotati culturali e sociali con la mostra “Sapore d’Incanto”, a cura di Francesca Duranti e Andrea Baffoni. Undici artisti umbri affrontano il cibo attraverso la fantasia e l’immaginazione, utilizzando eterogenei linguaggi: dall’ installazione, al design fino alla fotografia.

Anche il Teatro della Filarmonica ospiterà la mostra “Corciano in banda. Trent’anni di armonie dal mondo”, a cura di Andrea Franceschelli, e dall’11 agosto “Il lusso del sonno”. I letti di Strozzacapponi” (fino al 31 agosto 2016). La mostra sarà inaugurata alla presenza del Sindaco Cristina Betti e dal Soprintendente per i beni archeologici dell’Umbria Elena Calandra.

La musica farà suonare il borgo; tra i concerti da segnalare “la Fanfarona Brass Band”, formazione musicale diretta dal Maestro A. Mencarelli e che utlizza come strumenti solo quelli appartenenti alla famiglia degli ottoni. E ancora, I Cantori di Perugia, che presenteranno un concerto dedicato alla musica ai tempi della Grande Guerra. Infine, largo alla sperimentazione musicale con l’inedito duo giapponese composto da Hayato e Hiro (piano e Cajon), versatilità e grande interpretazione a cavallo tra classica e jazz.

Per la sezione Teatro, il Festival ospiterà lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame “Coppia aperta quasi spalancata”, per la regia di Carlo Emilio Lerici e prodotto dal teatro Belli di Roma. Con Antonio Salines e Francesca Bianco.

Il Medioevo e il Rinascimento prenderanno vita e colori attraverso le storiche rievocazioni che la kermesse propone con successo ogni anno; dalle serenate dei Menestrelli che incantano le vie del paese, alla Processione del Lume al canto di laudi medievali e orazioni latine, il borgo farà un salto indietro nel tempo. Inoltre, durante le giornate storiche, sarà allestito un campo rinascimentale con mestieri, scene di vita quotidiana e laboratori didattici.

E ancora cinema, con due rassegne curate da Cinegatti sulla Grande Guerra, la poesia dialettale a cura del trio perugino del Donca, presidi Slow Food ed eccellenze gastronomiche, faranno da corollario a questo importante Festival che, nonostante la crisi e i tagli alla cultura (i contributi del Comune per il Festival sono stati di circa 50.000 euro), continua a produrre una vetrina artistica importante per tutta l’Umbria. 

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