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Grande tributo alla musica al Morlacchi: un teatro pieno accoglie anche un'inedita "gag"

Una "prestazione" che sarebbe molto piaciuta ai futuristi i quali amavano dileggiare la musica dei conservatori e delle accademie, proponendo le sonorità della vita quotidiana. Il pubblico è complice, ride e commenta

Grande concerto al Morlacchi con l’orchestra Filarmonica Nazionale Bulgara di Sofia. Un evento tradizionalmente offerto (a pagamento, s’intende) dal Comune di Perugia, per celebrare l’arrivo del neonato 2017. “Vienna! Vienna…!”, più che un’invocazione, l’auspicio di un “annus mirabilis”, contrapposto all’ “annus horribilis”,  bisesto e funesto, appena trascorso.

Si fa carico di annunciarlo a un teatro strapieno, non senza ironia, il Maestro Salvatore Silivestro, da tre mesi al vertice dell’Agimus nazionale e qui in veste di direttore autorevole, ma giocoso.Vario e raffinato il programma: da Verdi a Rossini, da Brahms a Saint-Saëns.

Poi, dopo l’intervallo canonico, la sfilata degli Strauss, tra valzer e fuochi d’artificio.A proposito di fuoco e di Vulcano, viene offerta la gag di assolo con incudine e martelli. Il canone prevede  il tentativo di uno sprovveduto “compare” che fa la figura barbina dell’incapace, fino all’arrivo del cavaliere bianco. Si tratta di un abilissimo percussionista (visto ai timpani fino a un attimo prima, ma che si finge spettatore per caso) il quale sale sul palco, mette mano a due robusti martelli e si mette a picchiare ritmicamente, leggendo lo spartito.

Una prestazione che sarebbe molto piaciuta ai futuristi i quali amavano dileggiare la musica dei conservatori e delle accademie, proponendo le sonorità della vita quotidiana.Il pubblico è complice, ride e commenta. Poi il pre-finale con Unter Donner und Blitz (“Sotto tuoni e saette”), polka veloce op. 32 di Johann Strauss.

Chiusura con la “Marcia di Radetzky” di Richard Strauss. Non senza che il direttore abbia opportunamente spiegato come il pezzo celebri la vittoria di Custoza (vittoria del maresciallo Radetzky  e degli Austriaci, dunque sconfitta nostra!). Ma è ormai acqua passata che non macina più! Avanti tutta, coi battimani ritmici di chi ha voglia di battere le mani. Bella serata. Si torna a casa con nell’orecchio i valzer viennesi e nel cuore l’auspicio del venditore di almanacchi di leopardiana memoria.

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