Festa del Voto, Assisi ieri come oggi grata per essere stata liberata dalla pandemia

Si rinnova la tradizionale gratitudine a Santa Chiara per aver liberato la città dai saraceni nel 1241 e dalla peste del 1630

Nonostante l’emergenza e le restrizioni dovute al covid-19, Assisi ha mantenuto anche quest'anno la sua tradizione di celebrare la festa del Voto, istituita nel 1644.

Nella giornata del 22 Giugno, alle 5,45, gli araldi con le clarine hanno intonato l’Inno di Assisi ai quattro punti cardinali, ed è seguito il suono a festa della campana delle Laudi e di quelle delle basiliche e delle Chiese della Città.

L’Ordinanza di Istituzione ricorda la liberazione di Assisi, grazie al miracoloso intervento di Santa Chiara, dall’assedio dei Saraceni di Vitale d’Aversa nel settembre 1240 e nel giugno 1241. Ricorda inoltre che la città chiese la protezione di Santa Chiara anche per l’epidemia di peste del 1630. Pochi anni dopo la città di Assisi, con il provvedimento registrato nel Libro delle riformanze, volle solennizzare il ricordo dell’aiuto ricevuto anche per la liberazione dall’epidemia.

Quest'anno, a causa delle normative relative al covid-19, la ritualità ha inevitabimente subito delle variazioni, senza scalfire l'importanza che questa festa riveste per la città di Assisi e per i suoi abitanti.

I cortei religioso e civile sono stati sostituiti da una unica processione che si reca, da San Rufino presso la Basilica di Santa di Chiara per omaggiare le Clarisse del Protomonastero che ne custodiscono le spoglie e il carisma. Il voto sarà sciolto comunque al Santuario di San Damiano, seppure in forma ristretta e privata, dalle autorità. Tutti i momenti vedranno l'obbligo di una partecipazione ristretta con distanziamento e mascherine. L’intera manifestazione si potrà seguire in diretta facebook dalle ore 20.30 sulle pagine ufficiali del Comune di Assisi.

“All’uscita da questa emergenza sanitaria sentiamo il bisogno di ringraziare la nostra amata Santa Chiara per averci protetto e liberato ancora una volta, ora come allora, da una pandemia che avrebbe potuto essere ancora più devastante” ha affermato il Sindaco Stefania Proietti “Nei giorni bui della quarantena, nei vicoli e nelle piazze vuote, ci sembrava quasi di sentire risuonare le sue parole di allora: “Mio signore, proteggi anche, se ti piace, questa città, che per tuo amore ci sostenta” [F F, § 3202]. La celebrazione non è quella canonica, ma il sentimento di gratitudine per la Santa è ancora maggiore.”

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