Corciano Festival, il campione e il luminare: dalla malattia alla resurrezione

Giacomo “Jack” Sintini racconta, a Corciano, la sua storia di dolore e resurrezione. Lo accompagna un teste d’eccezione: il professor Brunangelo Falini, primo testimonial e attore di quella guarigione

Giacomo “Jack” Sintini racconta, a Corciano, la sua storia di dolore e resurrezione. Lo accompagna un teste d’eccezione: il professor Brunangelo Falini, primo testimonial e attore di quella guarigione.

Grazie, Perugia, dice il grande pallavolista. Il padre, primario di ostetrica-ginecologia, viste le analisi e resosi conto dei livelli di assistenza del nosocomio perugino, esclamò convinto: “Siamo in buone mani”. E mai asserzione si rivelò tanto fondata.

A Giacomo il compito di riferire il percorso da Via Crucis che ne segnò la guarigione, con tante cadute e altrettanti sforzi di reazione.

A Brunangelo (di cui l’Inviato Cittadino ama ricordare che fu, anche se per breve tempo, suo allievo al Mariotti) il compito di riferire su aspetti scientifici di non facile divulgazione.

L’intervistatore, Riccardo Marioni, chiede di approfondire e Falini lo fa da par suo: con modestia e precisione. Come quando racconta che, ben prima delle tecniche di mappatura del genoma (entrate in routine nel 2008), la sua equipe riuscì a individuare la presenza di una cellula tumorale su un milione.

Ricerche e intuizioni da Nobel? Falini dice di no. Ma perché escluderlo?

Jack racconta, ricorda, puntualizza, mentre in prima fila lo ascoltano la figlia undicenne, la moglie e Gabriella, compagna di una vita di Brunangelo.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Alla domanda se sia credente, Sintini risponde: “Ho pregato tanto. Ma lo hanno fatto anche tanti altri per me”. Belle parole. Bella storia. Anche perché l’uomo e lo sportivo non hanno pensato solo a se stessi, ma il frutto di questa esperienza è l’Associazione “Forza e coraggio”. Perché, nella vita, di coraggio ne occorre sempre tanto, anche nella buona sorte. Figurarsi nella cattiva.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Perugia-Ancona, incidente tra auto e camion: muore 30enne

  • Umbria, incidente lungo la E45: muore motociclista, strada chiusa al traffico

  • I migliori ristoranti di Perugia, la classifica dei primi dieci

  • Umbria, follia al supermercato: gira senza mascherina e prende a testate l'uomo che gli chiede di indossarla

  • Fiera dei Morti, il Comune di Perugia pubblica l'avviso per gli operatori

  • Massacra la madre a furia di pugni e calci, cerca di bruciarla viva e poi scappa: catturato

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PerugiaToday è in caricamento