Corciano Festival 2019, partenza col botto: mito, musica e affabulazione

Grande inizio per l’edizione numero 55 del Corciano Festival

Partenza col botto per l’edizione numero 55 del Corciano Festival… fra mito, musica e affabulazione.

Protagonista la stessa città di Corciano, di cui si racconta la ktìsis ad opera di Coragino, “conditor urbis”. Narrazione che affonda le radici nel “Conto di Corciano e di Perugia”, opera di anonimo di oltre 700 anni fa. Fu l’agellese Franco Mancini – indimenticabile editore di Jacopone – a farlo conoscere, nel lontano 1991, e gliene va riconosciuto pieno merito.

Gli incontri-scontri fra i troiani Euliste (fondatore di Perugia) e Coragino sono materia di una vasta aneddotica. Non è fuori luogo ricordare che la stessa Corciano deriva, etimologicamente, da Coraginus-Coragianus-Corcianus e che la radice del lemma evoca, appunto, il coraggio.

Il tutto, presentato – non a caso – proprio nella piazza intestata all’eroe eponimo.

La proposta del “Sogno di Coragino” è un testo di Francesca Angeli (regista e autrice), liberamente ispirato al complicatissimo originale e opportunamente sfrondato di particolari che lo appesantivano.

Le musiche, eseguite dalla Corciano Festival Orchestra, sono dovute a Fabrizio De Rossi Re, efficacissimo pianista affabulatore, con secondo Intermedio di “scherzo sinfonico” di Tito Belati (quello della famosa fabbrica di strumenti musicali) e terzo intermedio di Umberto Nicoletti, direttore di banda corcianese degli anni Trenta del Novecento.

La voce recitante è dovuta all’attore, regista e intrattenitore Pino Strabioli, efficace e sobrio in un monologo complesso, affrontato con sicurezza e professionalità.

La direzione dell’orchestra è legata a una bacchetta di sicuro successo: Andrea Franceschelli, appartenente a una famiglia di musicisti di vaglia (è sua figlia la soprano Chiara, bravissima e modesta).

Andrea è l’inventore e primo motore delle iniziative musicali corcianesi, dal concorso alle mirabili esecuzioni di musica classica e contemporanea. L’evento è stato assecondato da un assolo di Pedro Spallati, formidabile sax tenore della Perugia Big Band.

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Che dire? Se questo è l’inizio, non c’è che da aspettarsi mirabilia.

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