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Ripartono, con Namaste Ensemble, i concerti alla Cappella del Santa Maria della Misericordia

Le iniziative fanno capo all’Associazione Donatori di Musica. Il programma propone musiche da Gardel a Piazzolla, da Gershwin a Cork Maul

Saluto di don Francesco Verzini e, da sin, Natalia Benedetti, Guido Arbonelli, Michele Fabrizi, Maria Chiara Fiorucci (Foto Sandro Allegrini)

Ripartono, con Namaste Ensemble, i concerti alla Cappella del Santa Maria della Misericordia. Le iniziative fanno capo all’Associazione Donatori di Musica, di cui fa parte – a far capo dal 2015 – la Radioterapia oncologica di Perugia.

Una ripartenza lungamente attesa, che non ha deluso le aspettative. Data la perizia, l’affiatamento, la caratura artistica dell’Ensemble che vede capofila il clarinettista internazionale Guido Arbonelli, docente al nostro conservatorio Morlacchi, provenendo dal Cherubini di Firenze. Lo affiancano egregiamente la sodale di strumento e di vita Natalia Benedetti, il pianista Michele Fabrizi e l’arpista Maria Chiara Fiorucci.

Il programma è di vaglia, godibile per qualità e varietà di proposte: da Gardel a Piazzolla, da Gershwin a Cork Maul, di cui Arbonelli tesse le lodi in quanto compositore ardito e innovativo: di Long Island, eppure legato alla Vetusta, dove viene ogni anno per un paio di mesi.

Fra le composizioni, anche due pezzi di Arbonelli: “Tanghera” e “Il valzer della sposa”. La cui esecuzione offre, al Benny Goodman perugino, l’occasione di comunicare che, il prossimo 30 luglio, convolerà a nozze con Natalia, a lui vicina, ormai da tempo, nel pentagramma e nella vita. Un annuncio che non stupisce più di tanto l’Inviato Cittadino il quale sapeva più di qualcosa intorno a questa affinità elettiva di strumento e sentimento.

Oltre ai medici referenti del progetto, che porgono il saluto dell’Aronc e dell’Istituzione sanitaria, interviene don Francesco Verzini, per conto dell’Istituto diocesano di musica Girolamo Frescobaldi. Arbonelli ne è fresco direttore, succeduto con onore al compianto monsignor Francesco Spingola.

“La musica – ricorda don Francesco – è il linguaggio di chi sa usare il cuore. È ambasciatrice di scelte valoriali come solidarietà, pace, riduzione delle disuguaglianze. Riconduce ad unità armonia e spiritualità”.

Parole che echeggiano in consonanza col messaggio virginale dello splendido mosaico alle sue spalle. Vidi formarsi quel gioiello, sotto le mani esperte di artigiani fiorentini, quando don Nello Palloni, che lo aveva concepito e progettato, mi fece chiamare dal comune amico Rolando Chiaraluce, tarsista di vaglia. Aveva piacere che vedessi crescere la sua creatura. E gliene sono grato.

Ora quell’opera di taglio dottoriano sta lì a proteggere, dal male fisico e morale, quanti credono convintamente nella preghiera. Per la salute del corpo e dell’anima.

Questi sono i pensieri che mi hanno attraversato assistendo a un concerto-apoteosi di arte, amore, amicizia. Il tutto propiziato da due coppie in armonia. Due persone che soffiavano sul clarinetto, due altre, le cui mani accarezzavano la tastiera e le corde di un’arpa. Tanti nomi per un’unica missione d’arte e di pace: Guido, Natalia, Michele, Maria Chiara. Ma anche “due” don Francesco e… Nello e Rolando. Un concerto di musica e di anime. Per regalarci un emozione. Altissima.

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