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Con Radici di Pietra e Famiglia Perugina in visita al cantiere di scavi a Orvieto e... a tanto altro

Un’escursione che ha carattere di eccezionalità, quella organizzata dalla meritoria Associazione “Radici di Pietra” di Michele Bilancia, architetto, urbanista, antichista di vaglia e defensor della cinta muraria e delle emergenze etrusche della Vetusta

Un’escursione che ha carattere di eccezionalità, quella organizzata dalla meritoria Associazione “Radici di Pietra” di Michele Bilancia, architetto, urbanista, antichista di vaglia e defensor della cinta muraria e delle emergenze etrusche della Vetusta. Insieme ai suoi, anche una delegazione della Famiglia Perugina di Giovanni Brozzetti.

Gli chiediamo di raccontarci questa giornata memorabile, trascorsa con amici ed esperti di vaglia.

Tra essi, gli archeologi Simonetta Stopponi (cui mi unisce il comune discepolato con Filippo Magi), Luana Cenciaioli, Responsabile del polo musicale Dell’Umbria, e Claudio Bizzarri. Ma anche Franco Nucciarelli, storico dell’arte e figura di riferimento dello Studium perusinum.

Michele, cosa avete potuto vedere?

“L’immaginifico luogo del Fanum Voltumnae, il santuario confederale degli Etruschi, più volte citato da Tito Livio, si scrolla di dosso l’alea della leggenda e, grazie alla sapienza e all’intuizione di Simonetta Stopponi, si fa realtà, materializzandosi nel luogo dove si è sempre creduto dovesse stare: nei pressi di Volsinii Veteres, Orvieto, ai confini tra l’Etruria e l’Umbria”.

Una scoperta?

“Il gruppo ha potuto affacciarsi all’area archeologica, dove la Professoressa Stopponi da circa vent’anni sta riportando alla luce la storia. L’area archeologica mostra l’evidenza di ben quattro templi in corso di scavo, comprese le relative trasformazioni, nonché due vie con ancora impressi sui basoli l’impronta del passaggio dei carri”.

Soddisfazione, dunque?

“Piena. Con dovizia di particolari, la Professoressa Stopponi ci ha descritto la cifra e il senso storico e culturale di tutte queste meraviglie, collocando in ciascuna di esse i reperti straordinari che vi sono stati via via trovati e che, di lì a poco, con la Dottoressa Luana Cenciaioli, avremmo visto al Museo archeologico”.

Un’occasione speciale?

“È da sottolineare l’eccezionalità dell’escursione: gli scavi, infatti, sono concessi pochissime volte e risultano visibili solo nel corso dell’estate. Quando gli archeologi, cioè, sono disponibili a interrompere o rallentare la ricerca. Il luogo, del resto, è un cantiere e occorre fare in fretta, poiché a fine estate il tutto viene ricolmato e rimane in attesa della campagna di scavo successiva”.

Ma come, “ricoperti”?

“Ricoperti, compresi gli splendidi mosaici. Per l’impossibilità di governare i processi di custodia e di allestimento dei percorsi di visita, in concomitanza di un cantiere di studio e di scavo. Il che la dice lunga sulle condizioni in cui sono costretti a operare gli studiosi che s’impegnano al di là di ogni immaginabile sforzo”.

Altre mirabilia?

“Ci siamo quindi spostati alla Necropoli del Crocifisso del Tufo, dove l’archeologo Claudio Bizzarri, responsabile degli scavi in corso, ci ha introdotti alla comprensione di un altro, interessantissimo mondo: quello del culto dei morti”.

Altro?

“Nel pomeriggio, approfittando della presenza dell’amico Professore Franco Ivan Nucciarelli, abbiamo visitato e ammirato gli affreschi della cappella di San Brizio, in Duomo. Lì, il Signorelli e il Beato Angelico ci sono letteralmente venuti incontro con tutto il bagaglio dell’arte che solo il nostro Bel Paese ha saputo esprimere nel mondo”

C’era anche l’archeologa Luana Cenciaioli, vero?

“Luana Cenciaiolici ci ha condotti per mano alla scoperta dei tesori custoditi nel Polo Museale di Orvieto. Lì, abbiamo ritrovato puntualmente i reperti provenienti dagli scavi del Fanum Voltumnae, sapientemente disposti in un apparato espositivo di grande suggestione”.

Un bilancio positivo, dunque!

“Una giornata che, in ogni caso, nasce anche per assecondare lo sforzo di Perugia nel cercare sinergie di alto profilo, utili a sorreggere la candidatura delle sue Mura etrusche a Patrimonio mondiale dell’Umanità”.

Merito, indiscusso – questo lo asserisce motivatamente l’Inviato Cittadino – di Radici di pietra, e del suo presidente e fondatore Michele Bilancia, che persegue da anni questo storico obiettivo. 

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