“Andate in pace”, grande successo per la proiezione del film al Meliès

Un film di Carmine Lautieri, con Floriana La Rocca, show woman perugina

Grande successo per la proiezione, al Meliès, del film “Andate in pace”, di Carmine Lautieri, con Floriana La Rocca, show woman perugina. C’erano tanti soci del Circolo Bonazzi di Franco Venanti, ma anche numerose persone che stimano una delle personalità artistiche più complete adottate dalla Vetusta.

Floriana La Rocca (che cominciò, giovanissima, in veste di cantante vincendo a Castrocaro) è figura di rara completezza: attrice, performer, cantante, danseuse, scrittrice in poesia e in prosa, pianista. Stavolta è stata protagonista di un corto, girato da un regista appena ventunenne, ma di robusta formazione, tanto da vedersi accreditato da numerosi riconoscimenti in Italia e oltre.

Il film racconta di un minuscolo paese del sud il cui protettore, San Girolamo, dovrebbe essere portato in un museo nazionale, dato che la chiesetta è in predicato di crollo. Tre amiche (Floriana è una di esse), fedeli del santo, ne rapiscono e occultano la statua in gesso, ma vengono scoperte e la statua restituita. Quando il personaggio (presunto) incaricato del ritiro viene in paese, la caduta e la conseguente rottura accidentale della scultura svelano un contenuto “speciale”, costituito da una significativa quantità di cocaina. Il resto alla curiosità della visione.

La proiezione – a cura della Cinegatti – è stata preceduta da un saluto di Barbara Venanti e da un dono floreale, consegnato con incontenibile entusiasmo dal piccolo Dario Venanti, nipotino del celerato pittore perugino, Maestro riconosciuto della Nuova Figurazione.

L’Inviato Cittadino ha tracciato un sintetico profilo della protagonista.

Quindi un breve dibattito col Maestro Franco Venanti a sottolineare il dato antropologico dello spopolamento dei paesini e del conseguente disagio umano e sociale, col venir meno della chiesa come punto di riferimento e di aggregazione.

Quindi il saluto e il ringraziamento del regista, omaggiato di una targa del Bonazzi. A seguire, Floriana ha parlato della lavorazione, punteggiando il racconto di una serie di aneddoti significativi. Come quelli legati alla sinergia e allo straordinario rapporto venutosi a creare fra la troupe di giovanissimi e la popolazione locale, che ha partecipato in massa come figurante. “Un giorno ha raccontato Floriana – ero un po’ indisposta e un’anziana, accortasi di questo mio stato, si è precipitata a portarmi una tazza di thè caldo sulla tazzina più bella del suo servizio di ceramica. Un gesto di alto valore simbolico e di toccante attenzione”.

Un’esperienza che ha efficacemente riproposto la poliedricità di Floriana La Rocca, invecchiata per esigenze di copione, ma sempre bella. Fuori e dentro. 

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