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C’è chi coltiva una passione “nera”, specie nel cinema

“Passione nera. I volti della violenza nel cinema italiano d’autore” (Edizioni Il Foglio) è anche il titolo del libro presentato a Umbrò dal cinefilo Gregorio Mandarini, nel quadro di un interessantissimo evento domenicale, organizzato dai ragazzi di “Edicola 518”

C’è chi coltiva una passione “nera”, specie nel cinema: si pensi al recente, osannato “Dogman”. “Passione nera. I volti della violenza nel cinema italiano d’autore” (Edizioni Il Foglio) è anche il titolo del libro presentato a Umbrò dal cinefilo Gregorio Mandarini, nel quadro di un interessantissimo evento domenicale, organizzato dai ragazzi di “Edicola 518”.

Si parla del libro scritto da Claudio Mangolini e Flaminia Bolzan. Insieme a loro, l’avvocatessa- criminologa-scrittrice Chiara Penna e, guest star, il musicista Fabio Frizzi (fratello di Fabrizio). Il tema ruota intorno al cinema di Lucio Fulci. Che tanto ha lavorato, ma resta famoso specialmente per i film del genere thriller-horror. Mandarini illustra compiutamente la struttura del libro, che si dipana in 9 capitoli per 32 film, ma che è solo il primo step di una serie. 

I temi vanno dal serial killer al rapporto tra cronaca nera e cinema, dalla saponificatrice di Correggio (la Cianciulli) alla necrofilia, tra sacro e profano, fantasie sessuali al limite, o spesso al di sopra, della normalità. Ma cosa c’entra Fabio Frizzi? Gli hanno chiesto – ed ha ottemperato all’invito – di prefazionare il volume. In forza di quale competenza? È da sapere che Frizzi è figlio del produttore Fulvio e conosce tanti personaggi di quel mondo. Dice: “Il film ‘Amici miei’ è nato praticamente a casa mia”. Musicista di vaglia, chitarrista amico dei Goblin, ha lavorato a lungo, e tuttora lavora, nel cinema come autore di colonne sonore: più negli Stati Uniti che a casa nostra. Fa concerti, dirige orchestre, e qualcosa di suo è addirittura stato riutilizzato da Tarantino. Ha cominciato col “Fantozzi” di Salce, fino a “Febbre da cavallo”, per poi cimentarsi nell’horror collaborando a lungo con Lucio Fulci. All’inizio lavorava coi Maestri Bixio e Tempera, poi si è messo in proprio.

Frizzi è un torrente, risponde colpo su colpo alle domande a raffica di Mandarini, sciorina aneddoti spassosi e tristi, come quello sul declino del grande regista. Un pomeriggio divertentissimo e di vera cultura. Proposto in alternativa alla rievocazione braccesca. Ognuno fa le proprie scelte. Ma è certo che a Umbrò si è tenuto un vero spettacolo, con cinque personaggi di vaglia, tra cui due ragazze coltissime… e pure belle.

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