Bruno Terzetti torna in Accademia nell’iniziativa “Le tante vite nel segno dell’arte”

Bruno, figlio di Perugia, fascista come lo furono la gran parte dei giovani vissuti in quel periodo, fu catturato e deportato in Germania dopo soli cinque giorni al servizio della Patria

Bruno Terzetti torna in Accademia nell’iniziativa “Le tante vite nel segno dell’arte”. Evento voluto dal figlio Marco e assecondato dal direttore Aba Emidio De Albentiis.

Bruno, figlio di Perugia, fascista come lo furono la gran parte dei giovani vissuti in quel periodo, fu catturato e deportato in Germania dopo soli cinque giorni al servizio della Patria. Perché si rifiutò di derogare al giuramento di fedeltà al re e al proprio Paese. In Accademia aveva compiuto gli studi (il diploma è firmato dal direttore Gerardo Dottori), in Accademia fu poi come docente e oggi vi torna in commemorazione, accolto da tanti perugini riuniti in suo nome.

Dopo una colta introduzione del direttore, prende la parola, e il mouse, Marco Terzetti che traccia un ricordo vivace del babbo, attraverso il puntuale resoconto delle sue innumerevoli iniziative. Sia in veste di disegnatore della Soprintendenza ai monumenti, sotto la guida di Gisberto Martelli, sia anche come progettista di cose sacre, direttore dei lavori nel recupero di beni architettonici e culturali, puntualissimo disegnatore nei rilievi compiuti specialmente in Umbria. Intanto scorrono le immagini in un dinamico slide, ricco di suggestione.

“Fu l’arte a salvarlo”, dice Marco, mentre mostra disegni, bozzetti, ritratti: una messe strepitosa di prodotti d’arte realizzati con le tecniche più diverse e in condizioni tremende. Pensiamo alle matite e agli acquerelli che raccontano il lager, il filo spinato, la torretta di controllo: il doloroso panorama di sofferenza che ogni giorno si parava dinanzi agli occhi del prigioniero di guerra. Alcune di queste opere sono inserite in una pubblicazione di prossima uscita, relativa alla storia degli internati nei lager (e di cui daremo puntuale resoconto). Un ricordo, quello di Bruno, che è anche una vicenda esemplare. E c’è da essere grati a Marco Terzetti per averci raccontato il profilo affettuoso di un padre e di un uomo, delineando anche una pagina di storia che non è solo di famiglia. Per non dimenticare.

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