Bonifica dell'amianto in Umbria, i geometri a confronto in un seminario formativo

Numeri e possibilità di incentivi per la rimozione sono emersi durante l'incontro, al quale hanno preso parte la Libera associazione geometri Corciano Perugia Torgiano e il Collegio dei geometri e geometri laureati di Perugia, in collaborazione con la Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria

La Libera associazione geometri Corciano Perugia Torgiano (Cpt) e il Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Perugia, in collaborazione con la Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria, hanno organizzato un seminario formativo lo scorso 26 Febbraio a Perugia per discutere di alcuni argomenti temi che necessitano di confronto e approfondimento. Dalla valutazione del rischio per la salute dei cittadini agli incentivi per imprese e privati interessati alla bonifica dei materiali contenenti amianto.

Presenti al seminario i due presidenti, rispettivamente Stefano Antonini ed Enzo Tonzani, quest’ultimo anche in rappresentanza della Rtp dell’Umbria. Accanto a loro gli assessori a Urbanistica ed Edilizia privata Margherita Scoccia e Francesco Spaccini, la prima del Comune di Perugia, il secondo del Comune di Torgiano, Federico Fornari, presidente del Consiglio comunale di Corciano, Moreno Tini, esperto nazionale in agevolazioni alle imprese e privati per le bonifiche di materiali contenenti amianto e, per l’Asl Umbria 1 Perugia, Giorgio Miscetti, direttore del Dipartimento di prevenzione, e Patrizia Garofani, del Centro regionale amianto.

“Abbiamo organizzato questa giornata formativa – ha spiegato Antonini – perché molti colleghi geometri e cittadini si sono rivolti a noi. Capita infatti di dover smaltire materiali contenenti amianto, come una canna fumaria, una cisterna d’acqua o una copertura. Per queste piccole quantità c’è la possibilità di fare le cosiddette ‘microraccolte’, pratiche semplificate a vantaggio del cittadino dal punto di vista economico e delle procedure. L’obbligo per cittadini e imprese è la valutazione del rischio. Una volta verificate le condizioni dei materiali si può continuare a utilizzarli, trattarli oppure smaltirli e i geometri fanno parte di questa filiera”.

L’assessore Scoccia ha elencato alcuni dati e normative di riferimento: nel comune di Perugia, negli ultimi dieci anni, sono state 15 le ordinanze di rimozione di strutture in amianto imposte del sindaco. Solo nel 2019 le ordinanze hanno interessato la rimozione di 4mila metri quadrati (mq) di superfici pari a 60 tonnellate di eternit. “Il Piano bonifica da amianto del Ministero dell’ambiente – ha aggiunto Scoccia – ha messo a disposizione della Regione Umbria oltre 2,5 milioni di euro per interventi in edifici pubblici, in particolare scuole e ospedali”.

I dati sull'amianto in Umbria

In Umbria, come è stato riportato nel corso del seminario, sono stati censiti dall’Arpa 137 edifici pubblici con presenza di amianto: la mappatura è stata eseguita nel 2006 con sopralluoghi in 115 edifici nella provincia di Perugia e 22 in quella di Terni.

Per quanto riguarda le imprese, la rilevazione è stata effettuata inviando a quelle iscritte alla Camera di commercio, con più di tre addetti e con codice Istat compatibile con la presenza di amianto, una scheda di rilevamento da compilare. Su 2.208 imprese hanno risposto in 220. La rilevazione è stata effettuata tra il 2009 e il 2010 e ha evidenziato la presenza di 96 imprese con copertura di almeno 5mila mq dichiarati. Nella stragrande maggioranza dei casi non si trattava di amianto friabile o floccato ma di coperture e serbatoi. I dati relativi alla mappatura dei siti contenenti amianto, aggiornati al 2012 e riportati nel rapporto Inail, evidenziano per l’Umbria 190 siti pubblici e privati interessati. Diverse le norme di riferimento citate: tra queste la legge 257 del 27 marzo 1992 che di fatto vieta estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto o comunque di prodotti che lo contengono a decorrere dal 28 aprile del 1994 e, per l’Umbria, la Dgr numero 129 del 2010 ‘Linee guida per la microraccolta di materiali contenenti amianto (mca)’.

Riguardo gli incentivi per la bonifica ha relazionato il geometra Tini. “Il primo passo – ha spiegato Tini – è quello di rivolgersi a un geometra o altro tecnico per la valutazione del rischio amianto, per verificare se le strutture in questione possono essere bonificate. Poi, per il privato cittadino esistono due strade, le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni dove possono essere inseriti i costi relativi alla bonifica dell’amianto e si recupera il 50 per cento del costo, oppure l’efficientamento energetico con l’eco bonus, quando si va a ricoprire la parte ‘scoibentata’ dall’amianto dove si può recuperare fino al 65 per cento, raggiungendo determinati coefficienti termici. Lo stesso per le imprese che possono anche fruire di incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici, e del bando Inail, settorializzato per regioni. Per le Pa, infine, c’è tutta l’incentivazione del Ministero dell’ambiente”.

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“Dal 2005 – ha concluso Garofalo – stiamo monitorando l’andamento delle bonifiche in Umbria e abbiamo visto picchi di interventi negli anni 2011 e 2012, giustificati da incentivi finalizzati al miglioramento degli ambienti di lavoro. Dopo il 2012 c’è stato un calo, se il trend continua ad essere questo credo che ci vorranno alcuni decenni per completare le bonifiche. La fortuna è che in Umbria abbiamo prevalentemente materiali in matrice compatta, quindi il classico cemento-amianto, da considerare tra i materiali ‘non pericolosissimi’ in relazione alla liberazione di fibre di amianto”.

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