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Perugia, vino e buone idee da discutere insieme: la "Bettola letteraria" apre i battenti

Ma quale “salotto” o “cenacolo”! A Perugia, la Società di Mutuo Soccorso (la più antica Associazione cittadina, 1861) apre la prima “bettola letteraria”. L’Associazione prosegue sulla linea meritoria di sostenere iniziative che assecondino il legittimo desiderio dei giovani di crearsi prospettive di vita e di lavoro. L'impegno si è dipanato e dimostrato negli anni, quando la Società ha espresso apprezzamento e solidarietà per il Festival del giornalismo, nel momento in cui Perugia ha rischiato di perderlo. Poi la Società operaia ha elogiato l’avventura della rinascita del Cinema Post Modernissimo. 

E adesso è il momento di puntare i riflettori sull’Edicola 518 di Sant'Ercolano. Si tratta di un fenomeno che ha suscitato una vasta eco nazionale e internazionale. Quei giovani “edicolanti” si sono arditamente proiettati in un segmento editoriale di qualità. Oltre ad aver organizzato eventi nello spazio adiacente al loro esercizio. Si sono anche adoperati per la creazione di una piccola attività editoriale, come Emergenze, che ha pubblicato due snelle plaquettes in cui sono stati portati alla conoscenza della città dei personaggi minori, ma non per questo meno significativi del modo di stare al mondo di noi perugini. Figure diverse e divergenti, ma di sicuro interesse.

Giovedì 7 dicembre, ore 17,30, alla Sala Miliocchi  di corso Garibaldi 136, si parlerà dell'Edicola 518, di Emergenze, della nostra città.

Oltre ai “giornalai” dell'edicola, sono stati invitati a intervenire alcuni dei personaggi citati nelle guide: il collezionista del Borgo d’Oro Adriano Piazzoli, l’ebanista Gustavo Sanchirico, l’orafo Primo Tenca, il sociologo Vanni Capoccia, il tecnologo Cesare Barbanera, Silvano Cenci (Straccivarius) scrittore, musicista e performer, i titolari del bar dove nacquero le “declamazioni” di Paolo Vinti.

Gli invitati saranno “governati” – ammesso che questo sia possibile – dal sottoscritto. Il termine “bettola” – va precisato – è autoironico e non da intendere in senso spregiativo, ma si richiama a ciò che ha rappresentato la Sala, intestata al mitico Guglielmo Miliocchi, borgarolo, garibaldino, antifascista, libero pensatore. Insomma: una “bettola” volutamente popolare, in cui si potrà anche parlare di “cose alte”, ma senza supponenza, in un clima cordiale e fraterno. Per ragionare sui problemi della città, ormai devastata da un preoccupante piattume culturale: prospettando ipotesi di rinascita, coinvolgimento di attori popolari e realmente interessati alle sorti civili e alla tutela dei valori identitari della Vetusta. Sarà un’occasione per discutere e bere un bicchiere di vino, gustando qualcosa di buono, preparato da Primo Tenca, qui in veste di cuoco, oltre che in quella di stimato presidente della Società di Mutuo Soccorso. Tutti sono invitati: chi ha voglia di dire la sua o di ascoltare le idee e le proposte degli altri.

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