Le poesie di Borges a Solomeo con Astra Lanz e le illustrazioni di Cristiano Schiavolini

Venti illustrazioni che accompagnano le poesie scelte dall’attrice vengono sfogliate, come pagine di un libro o portate come foglie che il vento della memoria porta via

“Storia, musica e parole in circolo” è il titolo della performance di improvvisazioni su musica popolare argentina che l’attrice Astra Lanz porta in scena il 28 giugno (alle ore 20 presso la Piazza del Castello di Solomeo) nel prestigioso “Festival di Villa Solomei”, insieme con Adrián Iaies al pianoforte, su testi di Jorge Luis Borges.

Lo spettacolo sarà accompagnato da una serie di illustrazioni di scena ispirate alle poesie di Borges ad opera di Cristiano Schiavolini, educatore Polis, scenografo e artista. “Lavorare sulle poesie di Borges non è una cosa facile, eppure per un illustratore è indubbiamente il poeta che permette una più ampia libertà espressiva, senza dimenticare che l’eccessivo campo libero può diventare un freno – racconta Schiavolini - Quando Astra Lanz mi ha offerto la possibilità di poter creare un supporto visivo alla sua performance dedicata a Borges, mi si è aperta una finestra su un mondo pieno di simbolismi e di stimoli. Astra mi ha dato piena libertà, potevo trasformare la contaminazione con la musica, la poesia, la recitazione che la stessa attrice ha creato attorno al suo spettacolo con suggestioni visive completamente libere”.

Sulla realizzazione delle illustrazioni ha influito anche il luogo dove si svolgerà lo spettacolo, cioè la piazza del castello di Solomeo, “uno spazio raccolto e aperto, che mi ha subito indirizzato ai vecchi cantastorie che nella cultura europea catturavano la fantasia del pubblico nelle varie piazze – dice Schiavolini - Da questa considerazione ho abbandonato la possibilità di un elemento di scena minimalista, che è stata la mia prima ipotesi, per costruire un gigantesco kamishibai, dove le venti illustrazioni che accompagnano le poesie scelte dall’attrice vengono sfogliate, come pagine di un libro o portate come foglie che il vento della memoria porta via”.

La poesia di Borges è fortemente simbolica, con segni molto forti e spesso anche in opposizione tra di loro, il più emblematico che ha catturato l’attenzione dell’artista è il labirinto.

“Il labirinto si presenta molto spesso nella cultura umana, è il simbolo di un lungo e difficile percorso che porta alla conoscenza di sé e alla scoperta del mondo – prosegue Schiavolini - Il labirinto e il Minotauro, l’io e lo specchio, la memoria e il tempo, la vita e il gioco degli scacchi sono i principali simboli che caratterizzano le poesie prese in esame. Tutti questi elementi mi hanno suggerito finestre che si aprono e poi si richiudono su non luoghi, spazi onirici di matrice metafisica, dove l’uomo si mette a nudo con la sua vera natura, senza più distrazioni o maschere. Anche se in alcune poesie c’è un forte richiamo alla realtà storica del poeta e al suo impegno sociale, Borges riesce sempre a riportare tutto su altri piani – dice ancora Schiavolini - Sono quei piani spazio/temporali che ho riportato in diverse illustrazioni, come frammenti di un palcoscenico di un teatro dove il pubblico è fatto solo di non presenze”.

Le tecniche utilizzate variano in base al tema da trattare: dalle tavole acquerellate che seguono l’atmosfera più sospesa alle tavole più pittoriche e marcate per quei passaggi poetici dove si percepisce la caduta dell’uomo, un senso più forte della terra. “In tutte le illustrazioni c’è però un filo conduttore, un’origine, il filo rosso che attraversa la scena di ogni illustrazione e che richiama il filo di Arianna nel famoso labirinto del Minotauro – conclude Schiavolini - Un’origine che tiene insieme il tutto come il filo di un aquilone per evitare che tutta la memoria voli via”.

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