All’Artemisia Gallery di via Alessi, un'altra mostra da non perdere: ecco le opere di un perugino d'adozione

In mostra, all’Artemisia Gallery, Gaetano Mongiardi. Calabrese ormai acquisito alla Vetusta che si è formato all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”

In mostra all’Artemisia Gallery di via Alessi Gaetano Mongiardi, calabrese ormai acquisito alla Vetusta. Sia per il percorso di formazione seguito all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, sia per la rete di amicizie consolidate e i rapporti di lavoro stabili. Un mostra in cui si prova che l’apparente da reale può attingere il metafisico. Viene da pensare alle bottiglie di Morandi, tremendamente angoscianti, terribilmente evocative, capaci di indurre lo spettatore a varcare i confini della cosiddetta “natura morta”.

È da ricordare che la mostra si chiama “Still Life”(“Ancora vita”), anche se una banale traduzione italiana è portata a rendere l’espressione con “Natura morta”, capovolgendone il senso. Esponente dell’Associazione Lilliput, Mongiardi si è dedicato all’arte informale per poi gettarsi in una dimensione che trasforma il figurativo in interiore. Solitamente il percorso è inverso, transitando dal concreto per proiettarsi “metà tà phisikà”.

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Non è un caso che diverse opere di questo artista stiano esposte all’Hospice del Parco di Santa Margherita, un luogo erroneamente considerato mortifero e deprimente e invece teso a proclamare la forza della vita. Le immagini di Gaetano, al di là dell’apparenza, urlano la gioia di vivere in una dimensione meditativa e intimistica. Ma sono vitalità, sebbene giocata tra luci e ombre che immancabilmente punteggiano la nostra avventura esistenziale. Natura, fluido amniotico vitale, vegetazione acquatica, laghi e paludi. Nelle quali si può irreversibilmente precipitare o anche uscirne più solidi e forti. Aperti alla speranza.

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