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Perugia s’inchina, col sorriso, alla pagina di Artemio Giovagnoni

Oratorio di Santa Cecilia sold out. Tanto pubblico, entusiasta e complice, venuto per assistere a una kermesse che è stato un equilibrato mix tra biografia artistica e produzione letteraria

Perugia s’inchina, col sorriso, alla pagina di Artemio Giovagnoni, sculptor et scriptor optimus.

Oratorio di Santa Cecilia sold out. Tanto pubblico, entusiasta e complice, venuto per assistere a una kermesse che è stato un equilibrato mix tra biografia artistica e produzione letteraria.

Uno spettacolo tra memoria e teatro, in formato poesia e prosa: entrambe codificate in lingua perugina. Il parlar perugino del Borgo d’Oro, dove Artemio nacque e coltivò gli esordi attoriali nel teatrino dei salesiani. In ottima e qualificata compagnia, con al fianco personaggi come Franco Bicini e Giancarlo Cutini.

Poi l’ascesa nell’olimpo dei grandi Maestri della scultura, ma anche tra i ranghi dei drammaturghi.

A far festa, esponenti del gruppo dei Salesiani (l’avvocato Alberto Stafficci), dei Lions (Angelo Valentini), degli attori storici (Nando Piselli, Graziella Pulcioni, Nino Marziano). In scena gli attori Anna Maria Bertolini, Gian Franco Zampetti e Leandro Corbucci. Con un pensiero affettuoso a Fausta Bennati che non ha potuto essere presente.

Affettuosa introduzione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano che, per motivi anagrafici, non ha potuto conoscere e frequentare il caro Artemio, ma che ne elogia convintamente la caratura artistica di grande esponente della più persuasa peruginità.

A condurre le danze il nostro Sandro Allegrini che ha proposto i testi, interpretati con convinzione e leggerezza dal trio in scena.

Per la famiglia, presenti i figli Elisabetta e Claudio e il nipote Filippo Protani. Ma anche tanti amici, artisti (Marialisa Leboroni), scrittori (Mimmo Coletti), amanti della Vetusta. Tutti a condividere spigolature di arte e di vita.

Non una commemorazione ingessata e ufficiale, ma un ricordo affettuoso. Come avrebbe voluto il caro Artemio. Di cui Perugia sta celebrando fruttuosamente il centenario dalla nascita.

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