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L'ambasciatore e la conferenza sul pianeta "sottosopra": "Il mondo non è più lo stesso"

Torna a Perugia Vincenzo Prati, ex convittore Onaosi, già diplomatico-globe trotter tra Europa, nord Africa, Cina, Stati Uniti, Kuwait, Afghanistan (negli ultimi due Paesi ha svolto il ruolo di ambasciatore). Viene a Perugia, chiamato da Alessandro Campi, per tenere una conferenza, presso la facoltà di Scienze Politiche, sul tema “Sottosopra. Il trentennio 1979-2008” (che è poi il titolo dell’ultimo suo libro, edito da Guerra).

La tesi che l’ambasciatore Prati sostiene è quella per cui occorre partire dal movimento di globalizzazione, traguardato nell’ottica dei Paesi del Golfo. Il “sottosopra”, ossia il capovolgimento, si verifica col fatidico 11 settembre, quando s’impone la tematica della lotta al terrorismo. Il bacino del Pacifico mobilita la componente wasp americana (che Prati conosce per averla osservata da vicino) e la componente asiatica più intraprendente. Ma il mondo è sostanzialmente cambiato. Perciò “sottosopra” significa assumere l’ottica di coloro che appartengono a una meno eroica normalità.

Questa storia trentennale non è a lieto fine e misura un crescente disagio economico e politico. Si tratta, insomma, di una mutazione controversa, perché ardua, al limite dello sforzo titanico. Anche un’Europa disorientata pare abdicare ai propri valori umanistici e umanitari, diventando abulica e dura di cuore. Solo la voce di Francesco richiama alla condanna morale. Alla crisi greca del 2015 (“un petardo”) corrisponde quella delle borse cinesi (“un’atomica”). C’è forse bisogno, come auspica un Kissinger nonagenario, di un nuovo Ordine Mondiale? Di certo occorre una nuova ondata di creatività che postuli la globalizzazione in un diverso contesto.

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