VISTI PER VOI Al Morlacchi, teatro di parola insieme a musica jazz in ricordo di Chet Baker

Entusiasma lo spettacolo che vede al centro Paolo Fresu suonare su una drammaturgia di Leo Muscato e Laura Perini

Al Morlacchi, teatro di parola insieme a musica jazz, in ricordo di Chet Baker. Entusiasma lo spettacolo che vede al centro Paolo Fresu suonare su una drammaturgia di Leo Muscato e Laura Perini.

È la storia di un personaggio predestinato alla sconfitta, anche se capace di imprimere una svolta al mondo musicale statunitense.

Il piccolo gruppo musicale è mirabilmente capitanato da Paolo Fresu alla tromba e al flicorno. Gli attori sono Alessandro Averone, Rufin Doh, Paolo Li Volsi, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza e Laura Pozone.

Il racconto si dipana fra memorie e tranches de vie, tra passato e presente, con gli alti e bassi di una vita bruciata dalla droga, da spacciatori e manager disonesti. Il valore della famiglia non fu sufficiente a recuperare il musicista “maledetto”.

La drammaturgia è punteggiata e sottesa da una colonna musicale straordinaria.

Chet Baker, un artista inadatto a reggere lo stress della professione, a gestire il proprio incommensurabile talento.

Una vita “spericolata” i cui connotati contrastano incredibilmente con la sua musica, connotata da un assoluto rigore formale.

La colonna sonora dell’opera teatrale composta da Paolo Fresu e interpretata assieme a Dino Rubino (pianoforte) e Marco Bardoscia (contrabbasso) è anche un disco, di cui Fresu ha curato la produzione artistica ed esecutiva per la Tǔk Music.

Lo spettacolo, impreziosito da una scenografia di grande effetto, è perfetto, ma sembra sacrificare un po’ il lavoro di Fresu. Il quale, generosamente, fa un passo indietro e si misura con discrezione, per dare spazio alla narrazione biografica. Grande prova di dazionalità, da parte di un artista che stimiamo e che abbiamo recentemente sentito al Brufani, per il Jazz Club Perugia, esprimersi a livelli di assoluta eccezionalità.

Nota di peruginità: pochi sanno che con Chet Baker suonò anche il nostro (mai troppo rimpianto) Giorgio Straccivarius (all’anagrafe Silvano Cenci). Ne abbiamo viste le prove fotografiche e raccolto le informazioni dalla viva voce di Silvano. Due caratteri che andavano d’accordo: divergenti ed emarginati. Entrambi grandi, ma perdenti.

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