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VISTI PER VOI Al Bicini la strabiliante pièce di Alain Reynaud Fourton

Come da rispettabile professore ti divento il Boss di Bogotà

Come da rispettabile professore ti divento il Boss di Bogotà. Vista per voi, al Bicini, la strabiliante pièce di Alain Reynaud Fourton che mette in campo personaggi esilaranti, in una commedia degli equivoci di sicura presa su un pubblico che abbia voglia di divertirsi.

Il professore – difensore d’ufficio della consecutio temporum e dei congiuntivi – la vede al semaforo inseguita da un tipaccio, la sale in auto e se la porta a casa sua. Non ha capito – o forse l’ha capito fin troppo bene – che si tratta di una prostituta, bellina, anche se sguaiatella.

Da lì a entrare in conflitto con papponi e delinquenti il passo è breve. Tanto più che, per una serie di imprevedibili circostanze, in quella casa avvengono omicidi a go-go. Così il borghese piccolo-piccolo, atteggiatosi a boss di Bogotà, entra ufficialmente nel novero dei pappa. E, finto ingenuo, se la cava benino, mettendo su (volendo o malgré soi) una casa squillo niente male. La visita del cugino prete scatena una sarabanda di equivoci, fra droga inalata per errore e comportamenti sopra le righe. Ma la decisione di buttare tutto all’aria e di “liberare” le singolari inquiline, fa scattare una prevedibile simpatia, che sa tanto di amore, fra la prostituta e il finto boss, ormai deciso a rientrare nei ranghi della legge.

Il lavoro è diretto con mano magistrale da Mariella Chiarini, che non aveva parte. “Mi toccava fare la giovanetta e… non ho l’età”, dichiara in amichevoli colloqui. Ma Elisabetta Zamperini, così schiva e misurata nella vita reale, qui è una sguaiata e tenerissima prostituta dal cuore d’oro, che si fa scrupolo di esercitare in casa, forse perché colpita al cuore dal professore.

Il ruolo del professore (che è poi la sua vera professione) è tagliato su misura per Paolo Braconi che di Elisabetta si è innamorato anche nella vita reale, tanto da farne la sua compagna di vita. Il prete scattoso e assatanato è Fabio De Felice che fa scoppiare dalle risa. Anche i ruoli minori sono efficacemente ricoperti da Filippo Alunno Rossetti, Maria Giulia Colloca, Matilde Dessau, Lea Itsiembo, Christel Tchuisse, Andrea Roscini, Marco Pizzi. Un elogio speciale alla scenografa e costumista Luciana Strata per aver saputo ottenere tanto con poco.

Il pubblico esce soddisfatto e il passa parola riempie regolarmente il teatro. “Il Boss di Bogotà” si potrà vedere fino al 10 marzo: il sabato alle 21:15 e la domenica alle 17:15. Minuto più, minuto meno. Sono dieci euro ben spesi: posso assicurarlo. Soddisfatti o rimborsati.

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