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Alla Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti una raffinata diegesi della biografia e della lirica della poetessa greca Saffo

L’ha compiuta il filologo Antonio Donato Loscalzo, autore del volume “Saffo la hetaira” (Fabrizio Serra Editore), opera la cui elaborazione si è dipanata per quasi un decennio

Alla Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti una raffinata diegesi della biografia e della lirica della poetessa greca Saffo. L’ha compiuta il filologo Antonio Donato Loscalzo, autore del volume “Saffo la hetaira” (Fabrizio Serra Editore), opera la cui elaborazione si è dipanata per quasi un decennio.

Introduzione e saluti di Teresa Vizzani, instancabile promotrice della cultura classica, attraverso l’Associazione Umbria-Grecia “Alarico Silvesti”, e dinamica organizzatrice di eventi culturali in prestigiose sedi cittadine. Saluti e introduzione di Emidio De Albentiis, direttore della Vannucci, studioso e storico dell’arte. Un inizio che è immediatamente entrato in medias res, fornendo all’autore l’esatto input per delineare sinteticamente le direttrici di ricerca del suo lavoro. Un’opera che passa per l’indispensabile studio delle fonti, oltre che per una rassegna completa di quanto è stato scritto sull’argomento, dalla lettura del Wilamowitz-Moellendorff ai contributi dei contemporanei a livello internazionale. Senza contare che Loscalzo è poeta in proprio di alta cultura e profondo sentire. La lirica saffica è stata dunque da lui voltata in italiano in una versione singolarmente sintonica con lo spirito originale. Testi transitati per la efficace lettura di Stelio Alvino che ha vestito di espressività i brani poetici.

Numerosi gli interventi del pubblico che ha risposto con grande interesse alle suggestioni e alle interpretazioni proposte. Soprattutto stimolanti le ricostruzioni di carattere storico e antropologico (modalità del matrimonio, ruolo della donna, la figura dell’etera, omosessualità e pederastia, moralismo e maschilismo del mondo ateniese…) utili a meglio comprendere e a inquadrare correttamente la lettera e lo spirito della pagina poetica.

Citate e mostrate in slide alcune immagini riferite alla poetessa e alla percezione che se ne ebbe attraverso i secoli (da Raffaello a Palagio Palagi e altri). La presenza del ritratto di Saffo, opera del pittore Ennio Boccacci, ha fornito valore aggiunto sul piano artistico, in sintonia col luogo deputato allo studio e all’esercizio dell’arte, declinata nelle sue molteplici forme. L’opera appartiene al ciclo “Amazzoni fragili” la cui mostra si è appena chiusa presso il Centro Camerale Galeazzo Alessi di via Mazzini.

Un breve intervento dell’Inviato Cittadino – che si era occupato della tela in catalogo – ha agevolato la comprensione dell’opera di Boccacci. Artista poliedrico molto apprezzato e il cui busto bronzeo del frate incisore Diego Donati è stato donato all’Accademia qualche anno fa.

L’incontro ha avuto un taglio decisamente interdisciplinare, sia nell’intervento di Loscalzo che in quello di De Albentiis. Entrambi gli studiosi, infatti (citando Madonna, Branduardi e altri artisti del milieu internazionale musicale e creativo) hanno mostrato come la ricerca non debba rinchiudersi nei ristretti limiti della turris eburnea per discipline, ma possa, e debba, abbracciare anche àmbiti popolari. Solo così si potrà raggiungere un pubblico eterogeneo e far sì che sia la cultura possa divenire più fruibile e autenticamente democratica.

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