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Accademia di Belle Arti, inaugurata la seconda edizione del "Dialogus" fra Arte e Musica

Il segmento cronologico proposto quest’anno ha per titolo “Musica e Arte dal Neoclassicismo al Futurismo” (vale a dire dalla fine del Settecento agli anni ’20 del Novecento), una cavalcata attraverso tre secoli di felice convivenza fra le due Muse

Inaugurata la seconda edizione del “Dialogus” fra Arte e Musica all’Aula dell’Ercole Farnese in Accademia “Pietro Vannucci”.

Il segmento cronologico proposto quest’anno ha per titolo “Musica e Arte dal Neoclassicismo al Futurismo” (vale a dire dalla fine del Settecento agli anni ’20 del Novecento), una cavalcata attraverso tre secoli di felice convivenza fra le due Muse.

D’altronde, ha sottolineato De Albentiis, il filo rosso che lega musica e arte è riferibile a personaggi come Delacroix e Klee, per dipanarsi ai contemporanei, fino al nostro Giuman che ha coltivato fruttuosamente entrambe. Piace all’Inviato Cittadino ricordare di essere stato, con Giuman, coinquilino del palazzetto dei fratelli Ribustini, al civico 2 di via della Viola. Quando entrambi ci dilettavamo a suonare la chitarra… meglio lui che il sottoscritto.

Sulla scena, in Aula Farnese, il Quartetto Viotti e UmbriaEnsemble ad eseguire le Sinfonie Londinesi di Haydn, trascritte e arrangiate per quintetto da Salomon. Stefano e Francesco Parrino (flauto e violino) con Luca Ranieri (viola), Maria Cecilia Berioli (violoncello) e Cecilia Rossi (violino) hanno offerto un’esecuzione brillante.

Amabile e colta introduzione di Maria Cecilia Berioli che ha mostrato il raro pregio di ricondurre a unità la sintesi e la chiarezza.

Al direttore Aba, Emidio De Albentiis, il compito di delineare le opere e i giorni dei direttori che nell’800 hanno fatto grande l’Accademia: Baldassarre Orsini, Carlo Labruzzi e Tommaso Minardi. Il tutto accompagnato da immagini di opere d’arte, libri, documenti atti a contestualizzare adeguatamente l’esposizione.

Presenze di rango, fra le quali piace segnalare quella dello stesso Giuman, del conservatore dei beni Giovanni Manuali, dell’ex bibliotecaria Fedora Boco, della scrittrice Costanza Bondi, dell’operatrice culturale Anna Maria Romano, di Ada Donati per l’Associazione intestata a Padre Diego, il frate incisore, all’ex dirigente della Bernardino di Betto, Francesca Cencetti, allo scienziato Franco Cotana, all’economista Cavazzoni, a Michele Bilancia per Radici di Pietra. Tutti entusiasti per questa iniziativa che esalta il ruolo della nostra Accademia in termini di promozione culturale locale e internazionale.

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