L'azienda umbra che batte crisi con i tartufi: 60 milioni di euro di fatturato all'anno

Cinquantamila piante tartufigene già messe a dimora e 120mila in arrivo. Crescono i numeri di Truffleland, il progetto lanciato nel 2018 da Urbani Tartufi

Cinquantamila piante tartufigene già messe a dimora e 120mila in arrivo a Scheggino. Crescono i numeri di Truffleland, il progetto lanciato nel 2018 da Urbani Tartufi, l'azienda umbra con un fatturato di 60 milioni di euro l'anno, che, secondo quanto spiega una nota dell'impresa, "mette a disposizione di aspiranti tartuficoltori e agricoltori un sistema di business “chiavi in mano” grazie a una nuova tecnica brevettata che assicura una micorizzazione al 70% (la più alta concentrazione di spore fruttifere rispetto alla media europea di mercato) e ampie possibilità di raccolto".

L’iniziativa nasce dall’inventiva e dall’audacia imprenditoriale di Urbani Tartufi - leader mondiale di mercato con il 67% di market share, un giro d’affari di 60 milioni di euro e azienda di famiglia giunta alla sesta generazione - che si è assunta la responsabilità di aumentare la produzione italiana del tartufo attraverso la messa a punto di un sistema completo per sopperire al calo di tartufi degli ultimi ( -20% secondo i dati Centro Nazionale Studi Tartufo 2018).

E ancora: "Chiunque abbia un terreno adatto alla tartuficoltura  - spiega la Urbani Tartufi - troverà in Truffleland un innovativo modello imprenditoriale, appassionante e redditizio. Basta visitare Truffleland e scegliere tra una vasta selezione di piante adatte alla tartuficoltura da poter far crescere nel proprio campo. In 5-8 anni, le piantine diventeranno alberi adatti ad ospitare tra le loro radici il prezioso tartufo rendendo al proprietario fino a 100 volte in più rispetto alle coltivazioni tradizionali. Le stime di Urbani Tartufi indicano un guadagno annuale fino ai 30 mila euro netti per ettaro, per una durata di 20/25 anni, con costi gestionali inferiori a quelli di un campo di grano. Questi guadagni saranno possibili grazie alla disponibilità di Urbani ad acquistare il raccolto al prezzo corrente di mercato. Con Truffleland Urbani Tartufi accompagna così gli agricoltori dalla semina della pianta alla vendita del prodotto. I tecnici Truffleland hanno il compito di verificare l’idoneità del terreno, realizzarne l’impianto e seguirne la crescita. Il supporto viene assicurato anche negli anni successivi, fino alla raccolta dei preziosi tartufi".

Truffleland, prosegue la nota dell'azienda, "fonde le nuove tecniche dell’agricoltura di precisione e delle smart farm a quelle tradizionali di un mestiere centenario. Nelle piantagioni Truffleland vengono inseriti dei microchip che aiutano a monitorare ogni fase del processo produttivo e che saranno utili in futuro per studiare perché alcune piante producano più tartufo e altre meno. Inoltre, Urbani Tartufi ha istituito la Masterschool Truffleland, una fattoria didattica in cui si organizzano corsi di formazione e aggiornamento, in linea con quanto di più recente è stato scoperto in materia di tartuficoltura".

Quando i tartufi saranno pronti per essere raccolti, "Truffleland metterà a disposizione anche cani già addestrati, come il Grifo Nero Valnerino, una perla tutta italiana nella ricerca del tartufo e un’app – disponibile a breve - che permetterà di monitorare le fasi di crescita della piantagione. Urbani Tartufi ha deciso di scommettere su Truffleland con importanti investimenti iniziali, perché negli ultimi 20 anni la richiesta di uno dei prodotti simbolo del made in Italy è cresciuta, ma nel nostro Paese se ne è raccolto sempre meno. I Paesi emergenti che sono riusciti ad aumentare raccolta e produzione, grazie alla tartuficoltura, stanno traendone enorme vantaggio. Abbandono della manutenzione dei boschi, disboscamenti delle zone vocate, sono solo alcuni dei fattori che potrebbero mettere a rischio il preziosissimo e affascinante mondo del tartufo italiano. Truffeland nasce così per innestare nuovo vigore e linfa nella filiera, con l’obiettivo d’incrementare la raccolta di tartufo di qualità in Italia e per valorizzare un settore ancora fortemente legato alla natura ed alle capacità degli uomini".

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