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I politici a parole contro il precariato, il Rettore Moriconi con i fatti: stabilizzati 63 lavoratori

Il numero uno dell'Università degli studi dà una lezione agli amministratori politici dell'Umbria. Lo aveva promesso e lo ha ratificato oggi in senato accademico

C'è chi a chiacchiere vuole stabilizzare il personale precario nella pubblica amministrazione, e c'è chi come il Magnifico Rettore Moriconi invece stabilizza, dopo un percorso positivo, senza tante chiacchiere. Durante l'ultima conferenza stampa lo aveva promesso davanti a taccuini e telecamere: "Stop precariato all'Università". Oggi, nella seduta del senato accademico dell'Università degli Studi, è arrivata la definitiva approvazione del processo di stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo universitario precario. I numeri sono importanti: saranno assunte a tempo indeterminato 63 unità di personale, per un impegno economico complessivo presunto di circa 1 milione e 185 mila euro e l’impiego di 11,545 punti organico.

Il reclutamento consentirà di incardinare, quindi, tutto il personale a tempo determinato che, seppure in possesso dei requisiti di legge, era rimasto escluso dalla procedura di stabilizzazione 2016 a causa della mancanza di risorse economiche e di punti organico. Ad inizio dell'anno scoprso (il 2016) erano stati assunti in via definitiva 12 precari. Il nuovo contratto scatterà al 1° Marzo 2018.
 
"Questa soluzione – dichiara con evidente soddisfazione il Magnifico Rettore Franco Moriconi - rappresenta il naturale proseguimento delle politiche portate avanti negli ultimi anni da questa governance di Ateneo e il raggiungimento di un importante obiettivo comune, che l'Amministrazione ha ottenuto utilizzando al meglio gli strumenti a sua disposizione, riuscendo così a risolvere l’annoso e sensibile problema dei tempo determinato". La stabilizzazione delle 63 unità, appartenenti alle categorie B, C, D, EP e C.E.L., avverrà a tempo pieno per le categorie B e CEL – Collaboratori Esperti Linguistici, all’80% per le D e EP, mentre le unità di categoria C saranno assunte al 70% del tempo pieno, ovvero con un carico di lavoro identico a quello già applicato nel corso della stabilizzazione 2016.

Il medesimo provvedimento assunto oggi consentirà, a decorrere dal 1° marzo 2018, anche la trasformazione delle 15 unità di categoria B, attualmente in part-time al 75%, che ne hanno fatto espressa richiesta, in tempo pieno.
 

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