Università di Perugia, si scatena la protesta dei 519 precari: "Investimenti insufficienti"

Anche a Perugia i precari dell’Università, aderiscono, domani, giovedì 6 dicembre, alla mobilitazione nazionale "Perché noi no?”

Anche a Perugia i precari dell’Università, aderiscono, domani, giovedì 6 dicembre, alla mobilitazione nazionale "Perché noi no?”, inserita nella campagna per un nuovo modello di reclutamento e a favore della stabilizzazione dei ricercatori precari, in vista della manifestazione nazionale a Roma il 14 dicembre. "La precarizzazione del lavoro di ricerca e di didattica è diventata una normalità negli atenei italiani - si legge in una nota della Flc Cgil dell’Umbria - e anche negli atenei umbri i lavoratori precari (ricercatori a tempo determinato, assegnisti di ricerca e docenti a contratto) sono 519, più del 50% del personale strutturato".

Per questo Flc Cgil Umbria e Adi Perugia aderiscono alla mobilitazione nazionale del 6 dicembre: "A partire dalla legge 133\2008 l’Italia ha ridotto le risorse per l’università e la ricerca, in controtendenza rispetto a tutti i paesi OCSE. Negli ultimi 10 anni si è ridimensionata strutturalmente la formazione superiore nel nostro paese attraverso tagli al FFO, blocco del turn-over, contrazione dei fondi per la ricerca e riduzione delle sedi e dei corsi di laurea - scrivono Flc e Adi - Il nostro Paese deve tornare ad investire sul sistema universitario per uscire definitivamente dalla crisi economica strutturale che lo ha investito; per puntare sulla conoscenza, l’innovazione e la formazione quali elementi essenziali per la vera crescita e lo sviluppo sostenibile in tutti i campi".

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La mobilitazione di domani è "finalizzata a chiedere che nella Legge di Stabilità 2019 vengano previste le risorse per la realizzazione di tali obiettivi". E ancora: "Gli attuali investimenti nell’università sono totalmente insufficienti e i criteri di ripartizione dei fondi sono fuori dalla necessità e dal reale fabbisogno”, concludono Flc e Adi. 

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